..."Rock won't eliminate your problems, but it will sort of let you dance all over them"

sabato 16 febbraio 2008

MOGGI NE HA PER TUTTI

Su Libero di ieri, 15 febbraio, Moggi dice la sua in risposta alle ultime affermazioni di Totti ma tocca anche il tema degli errori arbitrali che la stampa vuole far passare per errori di gioventù ed invece vedono coinvolti arbitri che, certo, non sono di primo pelo. Un accenno alle accuse di Moratti e una rinfrescatina alla memoria, su un'azione non onesta, chiudono l'articolo che riportiamo:
Mi chiedo cosa debbo dire a Totti, che nella voglia di bacchettare l’Inter per gli aiutini che riceve, è inciampato in una considerazione che non mi aspettavo. A suo dire all’Inter sta capitando quello che capitava alla Juve qualche anno fa, con la differenza che i nerazzurri sono …..a prova di intercettazioni (ma un certo Vieri non la pensa così). Caro Totti, le intercettazioni non hanno fatto capire alcuna verità e, al contrario, hanno sconfessato il teorema accusatorio. Aggiungo che se le 100.000 e passa telefonate fossero state fatte a 360 gradi, oggi avremmo sicuramente una visione totalmente diversa delle cose (per esemplificare ricordo al Pupone i famosi Rolex regalati agli arbitri).
I nostri lettori ricorderanno che al tempo dei processi sportivi la situazione si complicò al punto che per giungere alla condanna i giudici dovettero appoggiarsi al “sentimento popolare”: la Juve e i suoi dirigenti furono condannati non perché i fatti erano stati commessi, ma perché dovevano essere condannati a prescindere. Giudicate voi se questa si può definire “giustizia equa”.
Ora gli errori degli arbitri si traducono in altrettanti favori all’Inter. Quello che non mi va è la storiella che in favore della Juve quegli errori sarebbero stati mirati o condizionati, mentre per i nerazzurri sarebbero solo casuali.
In verità, come emerso dai riscontri statistici fatta dalla stessa Gazzetta, quegli errori si tradurrebbero in almeno 5 punti regalati a Mancini e i suoi figliocci. Roma e Juve in piena lotta scudetto. E allora come li vogliamo chiamare questi favori? Mughini li definisce “candidi” (chiaro riferimento al famoso “Candido” che interpreta quegli errori esclusivamente in buona fede). Questi caro Totti, sono i fatti e per fortuna non sono il solo a metterlo in evidenza.
Fa rabbia il metodo perfido di diffondere verità fasulle. Anche il “Corriere dello Sport” parla di arbitri non più corrotti, ma scarsi. Mi chiedo se sanno di qualche arbitro condannato per corruzione. E poi dicono di “giovani arbitri” come alibi: gli errori più gravi li hanno compiuto arbitri molto esperti, Morganti, Trefoloni, Saccani, Rizzoli, Farina, Ayroldi, Rosetti, Bergonzi e Tagliavento.
A proposito della risposta di Cobolli alle accuse di Moratti per il 5 maggio, notiamo che l’ha fatto in ritardo, soltanto quando la pressione del popolo juventino non poteva essere più contenuta. In più è bastato un accenno di scuse da parte di Moratti per rimettere i rapporti a posto. Personalmente sto con quei tifosi che chiedono una difesa più serrata del passato e delle glorie bianconere.
Per quanto riguarda il passaporto falso di Recoba ricordiamo che, avendo patteggiato e quindi riconosciuto la responsabilità nella vicenda dell’Inter, la giustizia sportiva avrebbe dovuto rivedere e rendere più gravosa quella sentenza. Cannavò ha sempre detto che la giustizia sportiva si è già pronunciata. Perché allora non dici che quella sentenza deve essere rifatta, esattamente come fa la sua Gazzetta quando invoca supplementi d’indagine e di condanna per altre vicende?Ricordiamo che è venuto fuori che per quel passaporto falso era stato pagato ben 80.000 dollari. Poco?
E' stata la settimana dei veleni sull'asse Roma-Milano con il solito sconfinamento sulla Juve, ma ormai si sa: dopo la supina accettazione di sentenze sportive allucinanti chiunque si sente in diritto di tirare in ballo, almeno una volta per intervista, la Juve.
Sfidiamo questi personaggi a dirci che cosa hanno scritto i giudici nelle loro sentenze: siamo sicuri che non lo sanno perchè si capisce da quello che affermano che non hanno perso tempo a leggerle e si sono accontentati dei titoli dei giornali, che hanno prodotto tanta spazzatura quanta neppure a Napoli ne è stata vista per le strade.
In settimana Oriali ha parlato molto. A proposito del richiamo di Moggi sul passaporto di Recoba ricordiamo, vale sempre la pena farlo, che Oriali e Recoba, fecero “carte false” per ottenere un passaporto farlocco ed una patente risultata rubata nella Motorizzazione di Latina. Il GIP del Tribunale di Udine, dott. Giuseppe Lombardi, presso il quale i due dipendenti della squadra autodefinitasi Onesta ammisero la colpa e patteggiato la pena, scrive nel dispositivo della sentenza: “Dagli atti risulta che almeno in due momenti Oriali deve essersi consultato con i propri superiori: il primo quando si trattò di dare il "via" alla pratica in Argentina ed il secondo quando si trattò di effettuare su indicazione di Krausz, il bonifico di 80.000 dollari, che evidentemente doveva essere autorizzato dai vertici societari. Ciò posto, è evidente che la richiesta di pagamento di una somma rilevante per lo svolgimento di ricerche documentali avrebbe potuto, e forse dovuto, ingenerare nella dirigenza dell’Internazionale sospetti di irregolarità e d’altra parte l’inesistenza nei libri contabili della Società di un pagamento di tale importo potrebbe significare che alla liquidazione del compenso si sia provveduto in forma non ufficiale”.
Ricordiamo ora le altre dichiarazioni, rese in questa settimana, che hanno offerto spunto all'articolo di Moggi:
Oriali, dopo la gara di Catania: «Gli errori, in qualche partita, ci stanno. A volte sono pro, a volte contro e noi li abbiamo sempre accettati, anche in passato. Dovrebbero fare la stessa cosa anche gli altri».
Totti, 11 febbraio: «Per come la penso io, c’è un pizzico di sudditanza psicologica, di tutti, perché hanno paura a parlare male in questo momento dell’Inter, perché poi se avessero il coraggio e la lealtà di dire quello che vedono, sarebbe molto più facile. E, invece, loro negano e negare l’evidenza penso che sia un po’ difficile. Non voglio attaccare l’Inter, perché l’Inter società penso che non c’entra niente, poi i giocatori sono bravi e vincono in campo. Però, qualcosa sotto penso che ci sia. Qualcosa sotto nel senso che hanno dei piccoli aiutini». Totti poi, a proposito di aiutini, torna su quello che è successo due anni fa: «Quello, purtroppo, c’è sempre stato, fa parte del calcio, come la Juve tanto tempo fa, adesso c’è l’Inter. Io non penso che l’Inter abbia fatto quello che ha fatto la Juve. Purtroppo, sono uscite tutte le intercettazioni e abbiamo capito la verità, quello che c’era dietro. Io non penso che l’Inter abbia fatto la stessa cosa, anche perché loro vincono sul campo, poi gli arbitri possono sbagliare perché non è semplice gestire 90 minuti e non sbagliare almeno una volta. Però, sbagliare sempre allo stesso modo e sempre dalla stessa parte, un po’ ti fa pensare. Questo è quello che volevo dire, non che rubano le partite o l’aiutano. Mi dispiace perché tu ti alleni tutta la settimana e poi sai che tanto loro, o perché sono forti o perché succede qualcosa, vincono sempre».
Queste dichiarazioni di Totti sono al vaglio del Superprocuratore Palazzi perchè, come dimostra il deferimento di Ambrosini per lo striscione "Lo scudetto mettilo nel ... ", sembra che non si possa toccare una ben definita squadra o criticare gli arbitri che la favoriscano.Palazzi non prende nessun provvedimento se Moratti aizza gli animi con accuse sul 5 maggio 2002 non corroborate da denuncia o da prove, ma è molto attento se qualcuno pensa che sotto gli "aiutini" ci sia qualcosa. Piuttosto rileviamo che neppure Er Pupone ha il coraggio di andare fino in fondo e definire i favori arbitrali all\'Inter per quello che sono, ovvero "aiutoni a senso unico".

Nessun commento: