Storia di un gallese atipico che dopo 11 anni di Arsenal e una vita dedicata e spesa per l'English Football ha deciso di cambiare vita, abitudini, obbiettivi, sposando il nuovo progetto Juventus.
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sabato 20 luglio 2019
martedì 20 aprile 2010
CALCIOPOLI: UDIENZA DEL 20 APRILE
Al via l’udienza al processo di Napoli oggi aperta ai giornalisti e agli avvocati.
Presente in aula, a sorpresa, Maria Grazia Fazi, ex segretaria della Can, considerata dagli inquirenti un personaggio centrale. Proprio nell’ultima settimana il suo nome è tornato alla ribalta ed al centro di alcune intercettazioni. C’è anche Striscia la Notizia con Jimmy Ghione, oltre agli imputati.
Non sarà presente, l’annunciato Carlo Ancelotti impossibilitato a raggiungere l’Italia dal problema di collegamento aereo.
venerdì 16 aprile 2010
UN BUCO DENTRO
Lo dico con un grosso buco dentro: di informative, indagini e situazioni che vanno bel oltre l'ipocrisia, assumendo una sorta di complicità “mafiosa” di chi sa e tace quando non addirittura sa, fa e se ne approfitta, non se ne può più.
Pensare che un intero Paese abbia creduto alla tesi che il calcio era "brutto" con Moggi e "bello" senza Moggi mi fa capire una volta di più perché ho scelto la strada di quelli che vogliono una giustizia che sia uguale per tutti, indistintamente da colori, nomi o fazioni.
In questi "caldi" giorni del nuovo filone di Calciopoli si leggono titoli che fanno il paio con quelli letti nell'estate di quattro anni fa, e a nessuno, dico nessuno (o quasi), viene in mente di chiedersi e scrivere: ma è possibile che un'indagine costata migliaia di euro si sia svolta con un tale pressapochismo?
Facciamo un brevissimo riassunto: a) la Juventus fu condannata per illecito sportivo senza avere le prove di gare comprate, taroccate e arbitri corrotti; b) gli attuali imputati al processo napoletano sono stati accusati di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva senza una partita comprata, una valigia pieni di soldi o un arbitro colto in flagranza di reato; c) le indagini condotte dall'Arma dei Carabinieri, oltre a intercettazioni poco etiche fra tesserati di tutte le società calcistiche e rappresentanti dell'Aia, hanno evidenziato le spese culinarie del gentil sesso del mondo pallonaro.
Domanda: a cosa, o a chi, è servito tutto questo? E perché?
Vada come vada, di Calciopoli rimarranno due cose. 1) Un processo che è stato animato dal dilettantistico lavoro degli inquirenti, volto ad ottenere il risultato a tutti i costi, quest'ultimo raggiunto con meccanismi diabolici che hanno portato al delirio e al fanatismo, dove le regole della legge sono state fatte a pezzi per raggiungere l'obbiettivo finale. 2) GiùleManidallaJuve, quella "class action" che ha conferito mandato ad un pool di avvocati e commercialisti al fine di realizzare un dossier inerente l'errata gestione legale della Juventus sui fatti di Calciopoli.
Perché se anche John Elkann e soci sapevano "come va il mondo", un giorno dovranno spiegarci, come sottolinea anche Oliviero Beha, per quali motivi hanno gettato nella discarica la storia della Juventus e di Luciano Moggi.
giovedì 15 aprile 2010
ZITTIRE GLI AMMAZZAGIUSTIZIA
E' tornato a parlare, e guarda caso, perché se si legge la storia sempre così è stato, quando il tema diventa la Juventus, Moggi o qualunque cosa che riguardi il mondo bianconero.
Zdenek Zeman non si è voluto perdere nemmeno questa occasione, inerente le ultime novità emerse dall'aula 216 della XI sezione penale del Tribunale di Napoli, e ai microfoni di Ies Tv ha commentato gli ultimi risvolti dello scandalo 2006: «Calciopoli era una cosa, un sistema dominante guidato dagli attuali imputati di Napoli» - aggiungendo - «gli altri hanno cercato solo di difendersi, ma lo hanno fatto in modo sbagliato».
Come in ogni racconto "travagliato", il tecnico boemo si erge a paladino di quel sistema tutto italico di giustiziare ancor prima di arrivare a sentenza. Ma questa non è una novità.
Il "giudice" Zeman sentenzia che, a Napoli, gli imputati del processo penale (ripetiamo tutti insieme: gli imputati) erano a capo di un sistema dominante, mentre coloro che allora giurarono la propria estraneità alle "brutte cose" che facevano quella banda di truffatori, ora che sono emerse le intercettazioni, si sono semplicemente difesi, però in modo sbagliato.
In soldoni: se Moggi telefonava (o veniva chiamato) ai designatori, parlando di griglie, era a capo di un sistema; se Moratti o Facchetti, Galliani o Meani, telefonavano (o venivano chiamati) ai designatori, parlando di griglie, lo facevano per difendersi.
Lo stato della giustizia è così miserevole che chiunque abbia a cuore la civiltà del diritto non può che vergognarsi di fronte a tanto giustizialismo. Sarebbe ora di di porre un freno, di lavorare verso una direzione che tuteli gli imputati, e qualcuno, anche se tardi, ha cominciato a capirlo.
Il tempo di attribuire sempre tutte le colpe all’altro deve finire, zittendo gli arruffapopolo e gli ammazzagiustizia.
LE MANI NERE / 7
In the End
L'elegante porta si aprì lentamente, ma, al di là di questa, il Presidente non trovò quell'ufficio con poltrona, scrivania e parete dei trofei come ogni mattina da anni ed anni.
Tanto la vista di quella porta gli aveva sollevato lo spirito, ritenendola la via d'uscita dal mondo dell'incubo verso quello della realtà, quanto, adesso, la scoperta di ciò che lo attendeva oltre la porta lo riempì nuovamente di angoscia.
Infatti, al posto del consueto ufficio, vi era quello che apparentemente doveva essere un Tribunale di quella dimensione dell'Incubo. La grande stanza sembrava uscita dalla magica matita di Escher, con simmetrie e proporzioni non appartenenti a questo mondo.
Nei banchi, allineati davanti a quello che sembrava l'immenso scranno di un Giudice, aveva preso posto un'immensa folla che il Presidente non riuscì a quantificare con un'occhiata. E comunque, se anche avesse potuto, non gli sarebbe minimamente importato di farlo. Già, perchè l'unica cosa che lo colpiva era l'aspetto di queste persone.
martedì 13 aprile 2010
CALCIOPOLI: IN VIDEO
QUANDO TUTTO TORNA RILEVANTE
Che il presidente abbia chiuso l'udienza odierna ricordando che, martedì 20 aprile 2010, produrrà un'ordinanza ad hoc in cui verranno accettate le 75 telefonate e i tabulati di oltre tremila contatti che i legali di Moggi hanno sbobinato tra le 171mila di Calciopoli e che riguardano dirigenti di società sportive anche non entrate nel procedimento nel 2006, non fa una piega; la scritta che capeggia (foto) alle spalle del giudice Teresa Casoria è abbastanza chiara a tutti.
Che l'orientamento sia quello di acquisirle come prove mi sembra altrettanto logico.
Questo, e sicuramente altro, è il succo della giornata appena trascorsa all'interno dell'aula 216 della XI sezione penale del Tribunale di Napoli.
Alcuni passaggi, però, meritano la nostra attenzione e di tutti coloro che, sommariamente, giudicarono nell'estate del 2006 la Juventus e la sua dirigenza.
UN CALCIO ALLA GIUSTIZIA
Fra poche ore all'interno dell'aula 216 del Tribunale napoletano conosceremo, ed ufficialmente, il contenuto delle telefonate intercorse tra Paolo Bergamo, allora designatore dell'Aia, e altri, tra cui il presidente dell'Inter Massimo Moratti.
In questi giorni, a torto o a ragione (dipende dai punti di vista), si sono susseguite indiscrezioni, discussioni forumistiche e i soliti titoli "gazzettari" di quasi un lustro fa, con una sostanziale differenza: allora si gridava allo scandalo, mentre oggi, e vergognosamente, si sussurra che era lecito.
Allora, per telefonate solo utili a riempire le "nuvolette" dei fumetti, fu condannata la Juventus, e non per i contenuti delle stesse, ma per il rapporto amichevole tra Moggi e i designatori.
Facciamo subito un punto. Che Moggi avesse rapporti di abitualità con i designatori è stato assodato, che questo lo si possa vedere come poco etico possiamo discuterne, ma che il codice di giustizia sportiva lo vietasse è una barzelletta. Solo dopo l'aborto giuridico consumato nelle stanze dello Stadio Olimpico fu introdotto il veto di tale condotta nella scrittura del nuovo testo (Art.1 comma 4).
lunedì 12 aprile 2010
SPIRITO CRITICO
Karl Popper, nelle sue Congetture e confutazioni, introduceva così la dialettica.
«Il metodo con cui si ricerca una soluzione è normalmente sempre lo stesso: il metodo per prova ed errore. E si tratta, fondamentalmente, dello stesso metodo adottato dagli organismi viventi nel processo di adattamento. È chiaro che il suo successo dipende in gran parte dal numero e dalla varietà delle prove: più prove compiamo, più è facile che uno dei nostri tentativi abbia successo.
Possiamo descrivere il metodo impiegato nello sviluppo del pensiero umano, e particolarmente nella filosofia, come una particolare variante del metodo per prova ed errore. Gli uomini sembrano portati a reagire di fronte a un problema, o proponendo qualche teoria e aderendovi il più a lungo possibile (se è erronea possono anche perire con essa, piuttosto che disfarsene), oppure combattendola, una volta scopertene le deficienze. Questa lotta delle ideologie, spiegabile, ovviamente, nei termini del metodo per prova ed errore, sembra caratteristica di qualsiasi fenomeno legato allo sviluppo del pensiero umano.»
domenica 11 aprile 2010
AZIONE DI RESPONSABILITA'
L’Associazione Giùlemanidallajuve comunica di aver conferito mandato ad un pool di avvocati e commercialisti - di comprovata fede Juventina - al fine di realizzare un dossier inerente le errate scelte societarie dall’estate 2006 ad oggi.
Una errata gestione legale sui fatti di calciopoli, con conseguente danno economico patito dagli azionisti di minoranza - costretti in seguito sulla base di incerte informazioni societarie a sostenere un oneroso aumento di capitale - ed una incapacità gestionale che ha portato una squadra un tempo ai vertici mondiali a recitare la parte di comprimaria, sono la più chiara rappresentazione di un fallimento. Oggi il titolo Juventus ha un valore costantemente al disotto dello stesso aumento di capitale e la società Juventus capitalizza in borsa meno del suo fatturato annuo.
Il pool di esperti da oggi al lavoro ha ricevuto mandato di adire l’autorità giudiziaria competente, per avviare azione di responsabilità nei confronti degli attuali amministratori della Juventus Fc Spa, appena riterrà di aver compiutamente ottenuto tutto il materiale necessario a dimostrare il colpevole depauperamento societario ed azionario.
giovedì 8 aprile 2010
CARNE AVVELENATA
L’Italia è ancora, tanto per cambiare, precipitata nel caos di Calciopoli, o come ha scritto l'amico Rocca, Calciopulitopoli. Non se ne esce sperando che passi, perché, proseguendo sulla strada del giustizialismo, la situazione può solo peggiorare.
Esaminiamo, allora, alcuni punti che, secondo lo scrivente, potremmo utilizzare cercando di capire cosa insegnano, facendoci, finalmente, voltare pagina.
Voglio partire da lontano. Piero Sandulli ha recentemente dichiarato: "Più che di riapertura, parlerei di apertura perché non mi pare che dalle telefonate emergano fatti nuovi sui soggetti già giudicati. Semmai emergono fatti su nuovi soggetti". Da questo evinco un fatto incontrovertibile: la sentenza della Caf non è più valida. La Juventus è stata mandata in serie B da una sentenza nulla, per la comprovata abitualità di tutti i tesserati ad intrattenere rapporti con i designatori, e non, come sostenuto allora, e per questo condannata, dalla sola Juventus.
Voglio sentire un chicchesia che mi dimostri il contrario.
Da giorni sto leggendo sui vari forum...
mercoledì 7 aprile 2010
RISPETTATE LA JUVENTUS
"Nel pieno rispetto delle attività riguardanti processi in corso la Juventus valuterà attentamente..."
Con queste parole, seguite da altre che commenterò in seguito, la Juventus Fc Spa ha dato voce, tramite il sito ufficiale, alla possibilità di una revisione dei processi sportivi.
E' un periodo, visto il periodo, che mi piace fare domande, e allora chiedo: valutare cosa?
Nel comunicato si evince: "...l’eventuale rilevanza di nuove prove introdotte nel procedimento in atto a Napoli al fine di garantire, in ogni sede sportiva e non, e come sempre ha fatto, la più accurata tutela della sua storia e dei suoi tifosi."
Continuo a fare il Mike Bongiorno della situazione: cos'è che avrebbe sempre fatto questa proprietà per la tutela della storia della Juventus e dei suoi tifosi?
Io l'unica cosa che ricordo nitidamente è la lauta ricompensa dispendiata all'Avvocato Zaccone per non difendere la Juventus. Un avvocato che aveva dichiarato di non aver visto la gran parte delle carte processuali, ma che quel poco che aveva visto bastava perché la Juve fosse scaraventata in serie C , salvo poi dichiarare: "la serie B è una pena congrua".
Perché fino a prova contraria quello che lo aveva fatto inorridire noi non lo abbiamo mai visto né ascoltato.
La chiusura del comunicato: "Juventus confida che le istituzioni e gli organi di giustizia sapranno assicurare parità di trattamento per tutti, come d’altronde la società e i suoi difensori richiesero nel corso del processo sportivo del 2006."
Anche qui ricordo amaramente una frase, datata 7 maggio 2006: "Noi siamo con la squadra e i giocatori" (John Elkann). Mi piacerebbe che l'ingegnere, a distanza di quattro anni, spiegasse bene quella frase, perché viene difficile capire come si possa, oggi, richiedere un trattamento paritario quando allora, con i soli titoli dei giornali e senza la fase dibattimentale del processo sportivo, la proprietà giustiziò una dirigenza che aveva trionfato per ben dodici anni sui campi di mezzo mondo, interrompendo in maniera violenta una storia nata nel 1897 e facendo brandelli di una squadra che comandava il campionato nazionale da settantasei partite consecutive.
Nel pieno rispetto della storia juventina sarebbe ora che questa proprietà levasse le tende, evitando di fare comunicati che offendono una volta di più la dignità e l'intelligenza di ogni tifoso bianconero.
NON CAMBIA... NULLA!
“Solo i fanatici e le mummie non ondeggiano mai”, diceva il grande Indro Montanelli, intendendo con queste parole che non sottoporre mai le proprie idee a possibili revisioni, sempre ed a prescindere per partito preso, non è un atteggiamento probo.
Immagino che oggi il compianto giornalista e storico toscano ripeterebbe le stesse parole a Marco Travaglio, quel Travaglio che tanti anni fa scrisse anche per lui allora direttore de “il Giornale”, un quotidiano che ai tempi era un tantinello diverso da quello che oggi si trova nelle edicole.
Già, perché la penna oggi principalmente attiva per il Fatto Quotidiano ha in realtà sovente modificato le proprie ispirazioni al servizio del datore di lavoro (prima di schierarsi a sinistra scrisse appunto per Montanelli e prima ancora per tirature di ispirazione cattolica), ma quando si mette un’idea in testa, mica si sogna di modificarla: e questo qualsiasi cosa accada, come ben recita il titolo del suo pezzo su FQ del 4 aprile “Moratti al telefono non cambia nulla”, dove non cambia nulla è naturalmente riferito al tema farsopoli.
L’affermazione è palesemente falsa, e la ragione è semplice: la Juventus ed i suoi dirigenti non sono stati condannati per alterazione di singoli risultati, ma semplicemente perché si è vista nella reiterata serie di contatti telefonici con i designatori arbitrali una sorta di associazione a delinquere, una longa manus sul campionato. Ma l’ipotesi traeva rafforzamento dal fatto che tali contatti fossero esclusività di Moggi e non avvenissero anche tra i designatori stessi e i rappresentanti di altre squadre. Ma se oggi finalmente scopriamo (si fa per dire, noi lo diciamo da tempo!) che tutti mantenevano questi contatti, come diavolo resta in piedi l’accusa a suo tempo formulata?
martedì 6 aprile 2010
PRIORESCHI E LE NUOVE INTERCETTAZIONI
sabato 3 aprile 2010
SONO QUATTRO ANNI CHE CI STATE PRENDENDO...
venerdì 2 aprile 2010
LA STORIA DA RISCRIVERE
I nuovi scenari che si sono recentemente aperti a Napoli, dove si sta celebrando il processo penale per Calciopoli, suscitano numerosi interrogativi a cui si dovrà dare una risposta e stimolano molteplici ragionamenti.
Sembra accertato che nel periodo delle indagini e delle intercettazioni disposte dagli inquirenti sulla regolarità del campionato di SerieA 2004-2005 vi siano state numerose telefonate che tra Massimo Moratti e Giacinto Facchetti con Paolo Bergamo. Egualmente risulterebbero essere avvenute molte telefonate tra Adriano Galliani e gli ex designatori arbitrali. Alcune chiamate del primo dirigente milanista sarebbero avvenute, secondo le notizie dei quotidiani, la settimana precedente Milan-Juventus, partita decisiva per il titolo di campione d’Italia 2004-2005.
La prima riflessione che si impone è che queste telefonate non sono mai state trascritte dai Carabinieri che hanno effettuato le intercettazioni. Se è vero che il numero di chiamate vagliate dagli inquirenti ammonta a numerose decine di migliaia, e quindi “qualcosa può essere sfuggito” (come è stato detto dal PM dr. Narducci durante il dibattimento), appare inverosimile che alcune figure di primo piano del calcio italiano come i vertici di Inter e Milan possano essere completamente sfuggite alle attenzioni degli inquirenti. Infatti appare ora un dato acquisito che sia Moratti e Facchetti che Galliani abbiano effettuato numerose chiamate telefoniche con i Designatori.
CALCIOPOLI: SVELATA UNA TELEFONATA!
Dopo le telefonate tra Bergamo e Facchetti , viene svelata ora, data e contenuto di una telefonata tra l'ex designatore Paolo Bergamo ed il patron dell'Inter Massimo Moratti.
Il 10 gennaio 2005 ore 12.20 Bergamo chiama Moratti, e dopo i convenevoli il designatore comunica a Moratti che avrebbe pensato a Gabriele per l'Inter e Moratti risponde che va bene...
Il 13 gennaio 2005 si giocherà Bologna-Inter di Coppa Italia, terminata con la vittoria dell'Inter per 1-3 e l'arbitro era Gabriele.
Attendiamo sviluppi.
domenica 28 marzo 2010
CALCIOPOLI: PRIORESCHI DIFESA MOGGI
Calciopoli, Prioreschi difesa Moggi. I parte
Calciopoli, Prioreschi difesa Moggi. II parte
Calciopoli, Prioreschi difesa Moggi. III parte
Calciopoli, Prioreschi difesa Moggi. VI parte
Calciopoli, Prioreschi difesa Moggi. V parte
Calciopoli, Prioreschi difesa Moggi. VI parte
Calciopoli, Prioreschi difesa Moggi. VII parte
Calciopoli, Prioreschi difesa Moggi. VIII parte
GLMDJ
Calciopoli, Prioreschi difesa Moggi. II parte
Calciopoli, Prioreschi difesa Moggi. III parte
Calciopoli, Prioreschi difesa Moggi. VI parte
Calciopoli, Prioreschi difesa Moggi. V parte
Calciopoli, Prioreschi difesa Moggi. VI parte
Calciopoli, Prioreschi difesa Moggi. VII parte
Calciopoli, Prioreschi difesa Moggi. VIII parte
GLMDJ
sabato 27 marzo 2010
BARCLAYS PREMIER LEAGUE
A meno sette partite dalla fine, Manchester United, Chelsea e Arsenal sono finalmente con lo stesso numero di partite giocate (31), e in soli due punti di differenza.
Sabato 27 marzo, con ancora 42 giorni dalla fine del campionato, potrebbe, però, risultare l'ennesima tappa fondamentale per i sogni di gloria delle tre regine d'Inghilterra.
Arsenal e United si giocheranno le proprie carte in trasferta, rispettivamente a Birmingham e Bolton, mentre i Blues saranno di scena a Stamford Bridge contro l'Aston Villa, in un succoso anticipo di quella che sarà una delle semifinali in programma a Wembley della FA Cup.
Inutile sottolineare che l'unico risultato utile per le tre contendenti sarà la vittoria, così come importante saranno gli orari in cui scenderanno in campo.
venerdì 26 marzo 2010
IL FRASTUONO ED IL SILENZIO
I lettori dei quotidiani italiani sono abituati a trovare titoli in prima pagina, talvolta a “nove colonne”, che riferiscono della notifica di un avviso di garanzia, oppure dell’esecuzione di un arresto. Poi, con il passare degli anni, quando si arriva alle sentenze, magari definitive, degli stessi procedimenti penali precedentemente urlati a quattro venti, viene data una breve notizia in qualche pagina centrale di un quotidiano, con articoli grandi quanto la mano di un bambino.
E che pensare allora di gran parte delle intercettazioni telefoniche pubblicate dagli organi d’informazione di tutte le norme processuali e sulla privacy, divulgazione che sovente avviene persino in maniera parziale e distorta? La stampa italiana sembra preferire urlare che sta succedendo qualcosa, piuttosto che cercare di capire cosa in realtà stia davvero succedendo. E la circostanza che venga fatto “molto rumore per nulla” si verifica spesso, troppo spesso.
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