..."Rock won't eliminate your problems, but it will sort of let you dance all over them"

venerdì 26 marzo 2010

IL FRASTUONO ED IL SILENZIO

I lettori dei quotidiani italiani sono abituati a trovare titoli in prima pagina, talvolta a “nove colonne”, che riferiscono della notifica di un avviso di garanzia, oppure dell’esecuzione di un arresto. Poi, con il passare degli anni, quando si arriva alle sentenze, magari definitive, degli stessi procedimenti penali precedentemente urlati a quattro venti, viene data una breve notizia in qualche pagina centrale di un quotidiano, con articoli grandi quanto la mano di un bambino.
E che pensare allora di gran parte delle intercettazioni telefoniche pubblicate dagli organi d’informazione di tutte le norme processuali e sulla privacy, divulgazione che sovente avviene persino in maniera parziale e distorta? La stampa italiana sembra preferire urlare che sta succedendo qualcosa, piuttosto che cercare di capire cosa in realtà stia davvero succedendo. E la circostanza che venga fatto “molto rumore per nulla” si verifica spesso, troppo spesso.

Calciopoli o Farsopoli (che dir si voglia) ne è uno degli esempi migliori. Forse il più evidente.
La pubblicazione sulla stampa di atti ancora non divulgabili, di commenti ed illazioni macroscopicamente deformati, ha creato un sentimento popolare di rabbia, di avversione, di disgusto per le persone coinvolte e per le società sportive chiamate in causa, anche perché dalla lettura degli stessi articoli pubblicati si ricavava una ricostruzione alterata e non corrispondente al vero di quanto accaduto.
I redattori di questo sito hanno seguito il processo di Napoli (che vede imputati Luciano Moggi, gli ex designatori e alcuni arbitri, oltre ad altri dirigenti) minuto per minuto, documentando persino ogni frase di tutte le parti processuali nel dibattimento, l’accusa e la difesa, le dichiarazioni dei testimoni e quelle degli imputati. Questa è l’informazione che auspicava l’ex Presedente della Repubblica, Luigi Einaudi, quando ammoniva che è necessario “conoscere per deliberare”. La coscienza e l’opinione che ognuno ha di un fatto o di un evento di rilevo pubblico è giocoforza sempre filtrata dai media. In questo sito è pubblicata prima di ogni altra cosa l'informazione che rispecchia il dato reale.
Come è stato ampiamente riportato in articoli già pubblicati sul sito di GiuleManidallaJuve, si sta ultimando il controesame del tenente Colonnello Attilio Auricchio, a cui fu delegata la conduzione dell’indagine poi sfociata nel processo di Calciopoli.
Il contenuto integrale dell’ultima udienza, tenutasi martedì 23 marzo, sarà presto disponibile on line.
A parere di chi scrive, il controesame dell’Ufficiale dell’Arma condotto sia dall’avvocato Maurilio Prioreschi (per Luciano Moggi) che dell’avvocato Paolo Gallinelli (Per l’ax arbitro De Santis), ha fatto emergere enormi lacune e contraddizioni nel quadro accusatorio complessivo.
Le famose ammonizioni mirate per favorire la Juventus sembrano essere una chimera suffragata solo da supposizioni giornalistiche. I dati oggettivi e i numeri delle sanzioni smentiscono la tesi accusatoria; inoltre la preordinazione dell’atto doloso dell’arbitro è stata solo dedotta ma mai provata direttamente.
Il fine dell’associazione a delinquere rivolto al controllo dei vertici Federali e della Lega (le cui figure apicali risultano stranamente assenti nell’associazione, e non sono ora processate…) diviene un’ipotesi inverosimile.
Si rilevano degli errori grossolani nelle informative circa episodi sportivi che hanno fornito invece il presupposto logico-deduttivo per la tesi della colpevolezza degli imputati.
E ancora. Risulta inspiegabile la mancanza di approfondimento investigativo nei confronti di altri tesserati e società che nelle intercettazioni effettuate tenevano comportamenti simili a quelli degli imputati: un punto oscuro che desta molte perplessità. Circa il presunto condizionamento dei media esercitato dalla cupola dei presunti associati per delinquere, si è addirittura nel grottesco quando l’Ufficiale dell’Arma ha sostenuto che non esistono collegamenti formali tra Mediaset ed il Milan F.C….
Così pure è stata fornita una versione discordante rispetto a quanto emerso sino ad ora circa i rapporti o le frequentazioni tra il testimone ascoltato, Tenente Colonnello Auricchio, con Stefano Antonelli, noto procuratore sportivo, e con Franco Baldini, ex direttore sportivo della Roma e ora collaboratore di Fabio Capello.
Un appassionato di calcio che ha seguito gli sviluppi di calciopoli sui quotidiani, avrebbe il diritto di conoscere quantomeno il contenuto, e così pure qualche valutazione ponderata, di questa importante udienza processuale. Quantomeno per par condicio (sia concesso l’orribile ed inflazionato neologismo, mutuato dal diritto fallimentare), con il risalto fornito dagli stessi giornali all’audizione nel medesimo processo di Manfredi Martino, che è avvenuta quattro mesi or sono. La ricostruzione dell’esito di quest’ultima udienza è stata riportata in tutte le prime pagine dei quotidiani sportivi (e persino nei telegiornali delle emittenti nazionali). La sintesi raccontata dai media della testimonianza dell’ex segretario CAN è stata lapidaria: “il sorteggio degli arbitri era truccato!”. In realtà Manfredi Martino ha rilasciato dichiarazioni molto generiche, basate su suoi personali sospetti e su proprie presunzioni molto vaghe (un colpo di tosse durante il sorteggio arbitrale gli è stato sufficiente per fantasticare di complotti non andati a buon fine…). Ma la carta stampata non ha mancato di divulgare comunque con grande enfasi le proprie autonome valutazioni di queste dichiarazioni testimoniali, che se invece approfondite ed esaminate accuratamente risultano generiche e lacunose.
Mercoledì 25 marzo, i tre quotidiani sportivi italiani hanno informato i loro lettori dell’audizione dell’Ufficiale dei Carabinieri titolare dell’inchiesta di Calciopoli ricadendo nel consueto stile (o per meglio dire, malcostume) mediatico italiano: in maniera insufficiente, parziale ed errata.
La milanese Gazzetta dello Sport, il quotidiano che aveva predetto con precisione il dispositivo delle sentenze di condanna della giustizia sportiva prima ancora che esse venissero emesse, ha pubblicato un articolo a pagina 11, impaginato ad una sola colonna e dal titolo: “Difese all’attacco, Auricchio in difficoltà”. Nel sito on-line la Rosa titola: “Al processo contro Moggi & C. la difesa prova il contropiede”. Si spera che la similitudine con il punteggio calcistico sia spiegata con chiarezza ai lettori: ossia che il processo penale parte dallo 0-0 e se tale risultato permane al termine del dibattimento c’è l’assoluzione (ossia è necessario provare la colpevolezza dell’imputato oltre ogni ragionevole dubbio…).
Il romano Corriere dello Sport relega la notizia addirittura a pagina 13, con un articolo delle dimensioni di una banconota da cinque euro (sic!), accompagnato da un minuscolo titolo piuttosto ambiguo: “De Santis cercò di sdoganarsi dalla Juve”.
Tuttosport si distingue dai giornali concorrenti. Sorge il dubbio malizioso che ciò si stia verificando per una sorta di vendetta o ripicca, quale conseguenza del fatto che i Carabinieri inquirenti hanno dichiarato in udienza di avere basato le proprie indagini sulla Juventus valutando le notizie tratte solo dagli altri due quotidiani sportivi (più altri giornali nazionali), senza considerare invece la testata torinese. In prima pagina il terzo quotidiano sportivo non fa alcun accenno all’evento. Ma l’intera pagina 9 è dedicata all’udienza con il titolo: “Calciopoli manca qualcosa”. Di spalla c’è pure un altro titolo: “Introvabili le chiamate tra Moratti e Bergamo”.
Se quindi l’iniziale ipotesi accusatoria contro Moggi e la Juventus ha trovato un’eco assordante in ogni organo d’informazione, tale situazione non sta assolutamente avvenendo con la formazione delle prove processuali, circostanza che avviene appunto nel dibattimento.
Assistiamo quindi ad un altro sgradevole capitolo della frequente opera di disinformazione che i media compiono, tradendo il proprio primario ruolo e la propria funzione sociale.
Con Calciopoli possiamo tranquillamente affermare che il Quarto Potere ha tenuto, e persiste a tenere, un atteggiamento assai peggiore di quello degli altri tradizionali e consolidati tre Poteri, i quali in Italia non brillano certo per capacità, correttezza ed efficienza.
GLMDJ

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