..."Rock won't eliminate your problems, but it will sort of let you dance all over them"

mercoledì 24 settembre 2008

IMPEGNO, FATICA E SUDORE

L'uomo ragno è stato per anni un simbolo dell'Inter e della Nazionale italiana di calcio, uomo di sport, di spogliatoio, di campo.
Come ogni grande numero "1" è sempre stato un po' fuori dagli schemi, con quel giusto pizzico di pazzia e spregiudicatezza che ha sempre contraddistinto il ruolo dell'estremo difensore.
Stiamo naturalmente parlando di Walter Zenga, attuale allenatore del Catania Calcio, dopo le ottime esperienze in terra di Romania, Turchia, Stati Uniti ed Emirati Arabi.
In un intervista rilasciata ai microfoni dei media Zenga ha fatto una disamina sul difficilissimo match del suo Catania a Torino contro la Juventus prima in classifica:
«Sto pensando a mettere in campo una squadra che possa essere combattiva, 'cattiva', che possa portare a casa dei punti importanti".
E vista l'ottima partenza dei rossoazzurri isolani c'è sicuramente da credergli, visto che occupano la seconda posizione in classifica con 6 punti, grazie alle vittorie interne con Genoa e Atalanta e l'ottima prova a San Siro contro l'Inter, seppur coincisa con una sconfitta di misura.
Nel proseguio dell'intervista l'uomo ragno si è soffermato, seppur brevemente, sulla squadra bianconera, le sue qualità e l'essere sempre e comunque pronta a qualunque sfida, come lo è stata nella scorsa stagione proprio contro i catanesi:
«Era molto aggressiva anche allora. La Juve non è mai morbida, non lo è mai stata».
Proseguendo Zenga ricorda:
«È una società seria, una squadra seria. Ha giocatori che dentro quello spogliatoio hanno costruito qualcosa di molto importante, basti pensare che molti di loro sono anche andati in serie B pur di restare lì. Quindi grande rispetto e considerazione».
Come precedentemente accennato stiamo parlando di un uomo che in serie A ha giocato 369 partite (di cui ben 328 con la maglia dell'Inter), vincendo nella sua lunga carriera 1 scudetto, 1 Supercoppa Italiana, 1 promozione con la Sambenedettese, 2 Coppe UEFA, e raggiungendo con la Nazionale il terzo posto ai mondiali di Italia'90 venendo eletto miglior portiere del torneo, oltre ad essere stato nominato per tre anni consecutivi (dall'89 al '91) come miglior portiere al mondo.
Non vogliamo ora avere la presunzione di interpretare il pensiero dell'uomo ragno, ma da uomo di sport qual'è che ha affrontato la Juventus sul campo per anni quel suo dire: «La Juve non è mai morbida, non lo è mai stata, è una società seria, una squadra seria», ci viene logico pensare che il suo riferimento fosse esplicito alle mille battaglie in cui è stato "nemico" dei bianconeri, della società.
E come lui stesso afferma, ricordando lo spogliatoio attuale, che ha costruito qualcosa di importante, facendo esplicitamente riferimento a uomini come Del Pero, Nedved, Camoranesi, Buffon, Trezeguet: «molti di loro sono anche andati in serie B pur di restare lì».
La considerazione che emerge da queste parole è sempre, o quasi, la stessa, soprattutto quando certe parole sono dette da chi il calcio lo ha giocato veramente, con impegno, fatica e sudore, sapendo perfettamente che per raggiungere certi risultati una telefonata non basta.
di Cirdan

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