..."Rock won't eliminate your problems, but it will sort of let you dance all over them"

lunedì 17 gennaio 2011

TRENTATREESIMI

La disparità tra il nostro calcio è quello del resto d'Europa è basato su criteri quali: il comportamento dei tifosi, gli atteggiamenti positivi dei giocatori, il rispetto dell'avversario e dell'arbitro. In pillole: cultura sportiva.
Lo dice anche il nuovo metodo (Fair Play della Uefa) che assegnerà, dalla stagione 2011/2012, un posto supplementare alle tre migliori nazioni europee al primo turno eliminatorio della Europa League.
L'Italia è "solo" trentatreesima, ma questo è un dettaglio.
Ernesto Paolillo, in tema di fair play finanziario, ci tiene a sottolineare: "Esistono delle disparità tra le situazioni bilancistiche delle nostre squadre rispetto a quelle estere. Non disponiamo di stadi, non abbiamo il pubblico che viene allo stadio perché i nostri impianti non sono all'altezza, non abbiamo ancora la nuova legge sugli stadi.".
Ecco spiegato il motivo: nazioni come la Norvegia, l'Eire, la Svezia, la Finlandia e addirittura l'Islanda, per non parlare di Inghilterra e Germania, hanno stadi di proprietà, la gente che va nello stesso perché trova il confort di un'impianto moderno ed è tutelata dalla legislatura.
Chiude così: "Il calcio italiano pagherà pesantemente questa introduzione, ma questo non vuol dire che non sia corretta."
Esatto, il calcio italiano la pagherà, la Juventus forse no.
Perché sta ultimando uno stadio di proprietà e costruendo, sulle ceneri di Calciopoli, un futuro competitivo. Proprio come ai tempi di Giraudo, ben 5 anni fa.

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