..."Rock won't eliminate your problems, but it will sort of let you dance all over them"

sabato 21 maggio 2011

HAI DETTO MINCHIATE

Luigi Delneri non è più l'allenatore della Juventus, l'ha confermato, e ufficializzato, lo stesso nella sua ultima conferenza stampa da tecnico bianconero. Così, dopo solo una stagione, alla Juventus hanno deciso di cambiare, di provare a invertire il trend sostituendo chi, evidentemente, è stato tenuto responsabile della non ottima stagione bianconera. Luigi Delneri in conferenza stampa ha usato grande serenità nell'informare i media di quanto è stato deciso nel quartier generale juventino, puntualizzando di non sentirsi un capro espiatorio per la decisione presa, ma viene difficile pensarla come lui, soprattutto se si prendono a riferimento le parole di Andrea Agnelli espletate in un sabato pomeriggio di fine gennaio.
"Vorrei ribadire un messaggio: fiducia totale nel nostro amministratore delegato e nello staff tecnico, a cominciare da Delneri.". Queste furono le parole del Presidente bianconero nella conferenza stampa del 29 gennaio 2010, seguite dall'idea di proseguire la strada intrapresa nonostante le difficoltà avute:
"Noi sapevamo che quest'anno sarebbe stato difficile. Abbiamo sempre detto: un pezzo del lavoro importante è stato fatto l'estate scorsa, un altro pezzo del lavoro verrà fatto l'estate prossima. L'abbiamo detto ufficialmente e credo parlando con molti di voi; questo discorso è stato ribadito più e più volte. L'unica cosa - ma con questo io non voglio assolutamente giustificare alcuni risultati - non avevamo previsto di spaccarci rotule, di spaccarci piedi, collaterali, di avere una serie di infortuni che hanno messo fuori elementi importanti per diversi mesi. Questo non l'avevamo previsto. Quindi, ribadisco, il principio è: abbiamo un lavoro da fare, è un lavoro importante, è un lavoro che verrà completato l'estate prossima. Lo abbiamo detto internamente, lo abbiamo condiviso. Se noi l'anno prossimo, in questo periodo, abbiamo i problemi di oggi, abbiamo un problema. Quest'anno i problemi che abbiamo e che stiamo gestendo erano problemi prevedibili, e non modificano assolutamente quella che è l'impostazione che abbiamo dato.". "Non modificano assolutamente l'impostazione che abbiamo dato", che avrebbe dovuto significare: a prescindere dai risultati che verranno ottenuti nella stagione (risultati inevitabilmente figli delle difficoltà affrontate), proseguiremo con lo stesso gruppo perché la politica societaria è quella di lavorare a lungo termine. Ecco perché stride rileggere, dopo l'annuncio di questo pomeriggio, concetti come questi: "Noi abbiamo bisogno di coerenza, coerenza di quella che è la programmazione di questa società. Da questo punto di vista sono due gli elementi che escono, e li ribadisco ancora una volta: la fiducia nell'operato delle persone che sono venute alla Juventus quest'anno e che stanno facendo un lavoro egregio, sia dal punto di vista manageriale, sia da un punto di vista tecnico; in secondo, è l'elemento di programmazione nel lungo periodo.".
Inevitabile, anche se rimarrà senza una risposta, domandare ad Andrea Agnelli: le persone che sono arrivate alla Juventus il primo giugno del 2010, erano persone valide, sia dal punto di vista manageriale che tecnico, oppure non lo sono più perché, come ricordato in apertura di quella conferenza stampa, media e tifosi sono una parte importante e preponderante del sistema calcio e di conseguenza bisogna sempre e comunque rendergli conto?
Quando Andrea Agnelli trovò sui giornali messaggi del tipo: "Lippi e Spalletti arrivano alla Juventus", commentò tranquillo, ed in maniera chiara, come minchiate le parole scritte, oggi, dopo aver assistito alla conferenza stampa di Delneri ed essermi riletto quella conferenza stampa di fine inverno, in maniera tranquilla, e chiara, non posso fare a meno di scrivere: "Andrea, hai detto un sacco di minchiate".

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