..."Rock won't eliminate your problems, but it will sort of let you dance all over them"

lunedì 15 agosto 2011

WITH WE NEVER

Sono incazzato, inutile nasconderlo, quindi niente foto in questo post, niente video, niente di niente di colui che è diventato grande con noi ma che con noi mai c'è stato. Ieri sera attraverso il nostro sito ufficiale è stata confermata la notizia: Arsenal agree terms with Barca for Fabregas. Fine della saga, fine di una lunga e spocchiosa telenovela iniziata circa tre anni fa e che s'è conclusa, almeno vista con gli occhi di un Gooner, nel peggiore dei modi, sia per quel che concerne la condotta dell'operazione sia per l'esito finale, in cui ha prevalso tutto tranne il rispetto per l'Arsenal. Stamane la rabbia prevale su tutto: sul Barcellona, sui suoi rappresentanti e anche su Fabregas. Certo Fabregas, perché le sue prime parole da giocatore del Barcellona sono state proprio brutte, brutte per chi ha nel cuore l'Arsenal e sente quello che era il suo capitano dichiarare questo: "Ho aspettato molti anni ma finalmente sono tornato a casa dopo 8 anni. E’ un giorno speciale, lo aspettavo da molto.".
Era il mio capitano, perché aveva quelle qualità che ti potevano far fare la differenza, perché la sua genialità ti poteva consentire di vincere partite impossibili, ma soprattutto perché la sua longevità all'interno del club era il collante che avrebbe potuto (e dovuto) trascinare questo gruppo verso il raggiungimento di vittorie e trofei; non da risolutore di ogni male, ma da indiscusso leader, dentro e fuori dal campo. Cesc non era uno qualunque, non era il campione che ogni club calcistico avrebbe voluto tra le sue fila, ma era un Gunner, di quelli veri, di quelli cresciuti nella "City", di quelli diventati uomini grazie ad un ambiente che era stato capace di amarlo più di ogni altro. Era, purtroppo. Da oggi non lo è più, e la rabbia mi porta, almeno questa mattina, a pensare che mai più lo sarà, come se mai lo fosse stato. Duro? Cinico? Anche, perché non dovrei esserlo dopo aver fortemente creduto che di fronte a mille spigolature (per usare un eufemismo) create in questi ultimi tre anni avrebbero prevalso comunque altre situazioni? Non m'interessano le sfere private, e nemmeno devono rientrare in una storia di semplice football, quindi non accetto che si cominci a dire che la scelta è stata dettata dal voler riavvicinarsi a città natale, famiglia ed amici; siamo nel 2011, e da Londra a Barcellona ci vuole un'ora d'aereo per poter riabbracciare vecchi ricordi e tradizioni. Diciamocelo chiaro: Fabregas è partito alla volta di Barcellona per vincere trofei, perché, probabilmente, ha ritenuto che in quel di Londra non sarebbe stato possibile, non ne avrebbe avuto l'opportunità; le parole in conferenza stampa l'hanno ampiamente dimostrato: "Questa è la sfida più affascinante della mia carriera ma sono sicuro che riuscirò a vincerla". E questo me lo chiamate un Gunner? No! Un Gunner è uno come Henry, che ha lasciato Londra solo dopo aver raggiunto i trent'anni, che ha salutato tutti solo dopo aver provato a vincere, tra l'altro riuscendoci. L'aver abbandonato il progetto di Wenger, proprio nell'anno in cui era arrivato il momento di fare sul serio, è un colpo indigeribile, una frattura che mai e poi mai verrà saldata, nemmeno quando, e se mai così sarà, un certo Fabregas racconterà a stampa e tifosi che in cuor suo l'Arsenal rimarrà per sempre. Balle, frasi copiate e incollate dal classico manuale del calciatore vittima del sistema mercato. E anche questo, sempre nella prima conferenza stampa, è ormai storia: "Wenger è una persona speciale per me, lo considero come un secondo padre per quello che mi ha dato nel calcio". D'altronde Wenger è sempre stato molto chiaro: se saremo felici in tre la cosa si potrà realizzare, ma noi non vogliamo privarci di Cesc. In pillole: è stato Cesc a volersi privare dell'Arsenal, di una storia che a Barcellona nemmeno si sognano, di milioni di tifosi che l'avevano incoronato Re di Londra. Da questo momento la storia dell'AFC cambia faccia, e non sarà certo la partenza di un campione come Fabregas a sminuire il valore di una rosa comunque competitiva, in patria come in Europa. Ora Wenger avrà a disposizione i denari per potenziare ulteriormente l'undici titolare e la rosa, per dimostrare che il suo progetto, quello in cui Fabregas era il punto di riferimento, potrà andare avanti ed evolversi, fino al raggiungimento di importanti successi. Stamane sono incazzato, perché il distacco si sente e fa male, e questo mi fa capire ancora di più i sentimenti che provo verso un giocatore che nell'immaginario collettivo rappresentava una parte di storia lunga 125 anni, ma non posso far altro che augurarmi una cosa: battersi in Champions League, dove il destino, a volte, si rende partecipe di imprese che vanno oltre qualunque desiderio. In conclusione di conferenza, Fabregas ha detto: "Mi sembra di non essermene mai andato via". Io, in conclusione di questo (amaro) post, scrivo: Mi sembra che all'Arsenal non ci sei mai stato.

2 commenti:

massimo ha detto...

solito bel pezzo, questo molto sofferto ma bello perche' scritto con il cuore in mano.
E' un onore leggere gente come te , poco manipolata dai media e ben attenta a non farsi manipolare, ed e' bello non essere soli.
Un saluto
Massimo

Unknown ha detto...

Non saremo mai soli!! Thanks Max ;)