..."Rock won't eliminate your problems, but it will sort of let you dance all over them"

giovedì 16 maggio 2013

IL SILENZIO DELLO STATO

Nell'aula del Senato, durante un'interrogazione sul tema degli esodati, il numero dei senatori è stato imbarazzante; Luis Alberto Orellana, senatore 5 stelle ha così commentato l'episodio: "In aula il min.Giovannini risponde sui temi del lavoro. PDL presenti in 6 su 91. M5S presente al 100%. Gli altri con assenze ma diciamo fisiologiche..."
Anche dalla Laura Puppato (senatore Pd) è giunta puntuale la denuncia: "Giovedì 16 maggio, ore 11.00, Senato della Repubblica, Roma. Question time con il ministro Giovannini su esodati e lavoro. Questi i banchi del centrodestra (Pdl e Lega). Vuoti. Deserti. Come quando si parlava dei terremotati dell'Abruzzo e dell'Emilia. Il lupo perde il pelo... ma non il vizio.". Con tanto di fotografia.
E se Palazzo Madama ha avuto le presenze ai minimi, non ha fatto meglio Montecitorio. Questa la foto postata dal gruppo parlamentare a 5 Stelle.
Ora. Un discorso serio. 
E' possibile che questo modus vivendi vada avanti (perché è corretto sottolineare al lettore che non è la prima volta che accadono queste cose dal giorno dell'insediamento), senza che nessuno se ne occupi? Senza che una carica dello Stato faccia denuncia? E Grasso? E la Boldrini? O chi ne fa le veci? Dove stanno queste persone nel momento in cui, in un'ordinaria giornata lavorativa, l'assenteismo è a livelli imbarazzanti?
Se è vergognosa la quantità di tempo che fino ad oggi s'è perso, con scelte conseguenti che lasceranno sostanzialmente invariate le cose, è miserabile lo status quo di questa politica, assente quando si discutono le tematiche, presente quando c'è da votare. Vorremmo che quanto prima tutto questo venisse a galla. Vorremmo che il Presidente del Senato e il Presidente della Camera spiegassero agli italiani perché le persone pagate da noi non vanno a lavorare. Vorremmo che il Presidente del Consiglio prendesse atto che larghe intese non significa non fare un cazzo tutto il giorno. Vorremmo che il Presidente della Repubblica lanciasse un monito a deputati e senatori, e con viva e vibrante soddisfazione ammonisse pubblicamente i responsabili, invocando responsabilità.