..."Rock won't eliminate your problems, but it will sort of let you dance all over them"

giovedì 23 maggio 2013

UNA FOTOGRAFIA A COLORI


Per chi ha vissuto gli anni ’90 la fotografia della strage di Capaci non perderà mai i colori, un’istantanea che ha saputo fermare il tempo, dentro e fuori di noi, l’immagine simbolo di un’Italia che non abbiamo capito …o forse si.
Quel giorno se ne andava Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, i tre uomini della scorta, e una parte di Paolo Borsellino, quella che ha anticipato via D’Amelio.
Quel giorno s’è voluto fermare il cambiamento, colpendone l’icona, con le maniere forti, alla luce del giorno. La penisola evidentemente non aveva bisogno di uomini che facevano della giustizia e della legge i capisaldi per vivere in un Stato di Diritto, perché altrimenti troppe cose non si spiegano e troppe non se ne sono mai spiegate.
Quel segnale dettò il tempo, le dinamiche, mise la parola fine ad un’indagine che avrebbe potuto scatenare l’imponderabile. Il tempo, quello che è andato avanti per inerzia osservando lo stagnare dello Stato, ha fatto di Giovanni Falcone un simbolo, evidenziandone lo spessore, professionale e umano. Evidentemente raro in Italia.
Falcone è stato sinonimo di cambiamento, di rottura del sistema, di mettere a nudo collusi e conniventi. E’ stato l’uomo che è sceso in campo con la voglia di raggiungere il risultato a qualsiasi costo, con umiltà e abnegazione.
Per chi ha vissuto gli anni ’90 quella fotografia non perderà mai i colori grazie a Falcone e Borsellino, perché sono stati capaci di far camminare sulle nostre gambe le loro idee.