..."Rock won't eliminate your problems, but it will sort of let you dance all over them"

giovedì 29 maggio 2014

LA GUERRA DEI NERVI

E' stata una vera battaglia, fatta di colpi leciti e a volte poco leciti. C'è stato di tutto nella gara in cui Indiana avrebbe dovuto tirare fuori l'orgoglio davanti alla platea della Bankers Life Fieldhouse. C'è stato di più nel match in cui Miami avrebbe potuto mettere la parola fine alla finali della Eastern Conference.
E' stata una guerra di nervi, dove alla fine ha avuto la meglio la franchigia di Frank Vogel, meritatamente.
A piè pari si può saltare tutto il primo tempo e gran parte del terzo quarto. Percentuali risibili, punteggio conseguente (64-57 Pacers ad inizio ultimo periodo), un numero consistente di falli. Con il prescelto costretto a passare metà del tempo di gioco seduto in panchina.
Gli ultimi dodici minuti un'Eldorado.
L'inizio a dir poco promettente: Lance Stephenson che soffia nell'orecchio di LeBron. Questo sarebbe bastato per farmi capire a cosa stavo andando incontro.
A 3:50 dal termine LeBron, proprio lui, mette la tripla dell'81 pari, nella sua personalissima partita di Playoff meno prolifica di sempre: 7 punti, 20% dal campo, 3 palle perse e 5 falli.
Indiana non ci sta e con Paul George (37 punti, 15-28, 6 rimbalzi e 6 palle rubate), autore di un ultimo quarto da 21 punti, piazza la tripla del +4 (88-84) a 1:50 dal fischio della sirena.
Palla Heat e Chris Bosh replica a George dall'arco, trovando gli dei del basket appiccicati al tabellone.
Possesso che torna a Indiana, sfera che finisce ancora nelle mani di PG#24. Bang! Ancora una tripla, ancora +4. Sembra finita.
Miami non concretizza, Indiana vola in contropiede con George Hill, ma dal nulla spunta ancora il #6 che stampa il pallone sul tabellone. Miami è ancora viva.
Si va di la. Wade pesca nell'angolo Rashard Lewis. Bang! 90-91 Pacers.
La tensione la si taglia con il coltello.
A 15 secondi dalla fine l'alterco. Rimessa in gioco Pacers, Battier contende la sfera a George, fuori: palla Indiana o palla Miami? Gli arbitri decidono per i padroni di casa. Si riprende. West subisce fallo, va in lunetta. Ne mette 1-2. A rimbalzo ci va Cole. Time Out Heat, con la faccia di West che è tutto un programma.
Rimessa Heat, LeBron pesca Bosh nell'angolo, ma la sfera pizzica solo il ferro per poi finire nelle mani di Hibbert. A fine incontro LJ#6 dichiarerà: "È un tiro che Chris ha e analizzando l’azione abbiamo fatto quello che dovevamo fare".
Finisce 93-90, in un finale che chi ha avuto modo di vedere difficilmente dimenticherà.
Ora si torna a Miami, probabilmente per l'ultimo e conclusivo atto della serie. Indiana avrà poco da perdere e tanto da guadagnare (l'eventuale gara-7 ad Indianapolis potrebbe stravolgere tutti pronostici), gli Heat dovranno far forza sull'esperienza e sulla concreta possibilità di giocarsi il quarto ingresso in finale degli ultimi quattro anni. Una sola cosa è certa: vietato perderla.
Stanotte ci piazzeremo al AT&T Center, in attesa degli eventi di gara-5 delle finali della Western Conference.

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