..."Rock won't eliminate your problems, but it will sort of let you dance all over them"

giovedì 14 agosto 2008

RADIO "OFFSHORE"

14 agosto 1967 -
Nel Regno Unito entra in vigore una legge che costringe alla chiusura di molte stazioni radio "offshore". La legge innescherà una campagna per la legalizzazione delle radio commerciali che permetterà agli ascoltatori di scegliere stazioni radio in inglese diverse dalla BBC, e porterà anche al rilassamento e al rinnovamento delle trasmissioni della radio di stato.
Le radio pirata offshore che a cavallo degli anni sessanta e settanta finirono per avere un notevole impatto sul mercato radiofonico britannico e sulla sua regolamentazione potrebbero nascondere, sostiene il giornalista scozzese Paul Harris, trame spionistiche degne di una guerra fredda ma non per questo meno combattuta. Harris in realtà è uno dei pionieri di quell'epopea. Nel 1970, per esempio, svolgeva il ruolo di project manager per Capital Radio, che non aveva nulla a che vedere con l'emittente commerciale autorizzata che sarebbe stata aperta tre anni dopo (questa Capital Radio trasmetteva da un nave tedesca ancora al largo delle acque olandesi per iniziativa di un idealista canadese, Tim Thomason).
Ieri Medianetwork riportava un estratto degli articoli che Harris sta pubblicando su All Media Scotland, per anticipare un libro di memorie che verrà pubblicato nel 2009. In questo articolo Harris ricorda gli anni di Capital pirata e della sua "concorrente", Radio Northsea International. Una offshore pirata diversa dalle altre, scrive Harris: molto più potente, in grado di trasmettere in onde medie, corte e modulazione di frequenza. Insomma, una radio assai più seria delle altre bagnarole scassate e arrugginite che stavano a galla per miracolo e usavano residuati bellici come trasmettitori. Come si spiega tutto questo? Harris rivela di aver provato a indagare infiltrandosi negli uffici di RNI, allestiti in un grande albergo del porto di Scheveningen. Tra i documenti conservati in quell'ufficio Harris riferisce di essere riuscito a copiare alcune lettere che documentavano la relazione tra RNI, una misteriosa società svizzera e un altrettanto misterioso istituto tedesco orientale. La società, che si chiamava come la nave di RNI, Mebo, doveva essere una copertura legale per un traffico di componenti di trasmettitori che transitavano dagli Stati Uniti (dove la legge proibiva la vendita di certi apparati in Est Europa) e la Germania orientale via Amsterdam. Dietro il misterioso istituto berlinese c'era insomma la temibile Stasi.
Harris racconta anche che dopo aver raccolto queste informazioni le aveva fatte pervenire ai servizi inglesi, che lo minacciavano di ritorsioni per il suo ruolo in Capital Radio (allora una violazione del celebre Marine Act in base al quale le radio offshore venivano sequestrate e i DJ arrestati). Alla fine le informazioni raccolte tra Gran Bretagna e Regno Unito diedero i loro frutti, racconta il giornalista. Nel 1971 un giornale olandese pubblicò, si disse su imbeccata della CIA, una storia che denunciava un piano, coordinato da Berlino Est, per la costruzione di un'intera flotta di navi che avrebbero poi dovuto essere attrezzate con impianti di trasmissione. Una risposta del blocco orientale all'azione di Radio Free Europe e Radio Liberty. Northsea International, sottolinea infatti Harris, trasmetteva programmi molto politicizzati ed era in aperto contrasto con il governo laburista dell'epoca.
In seguito la nave Mebo II fu addirittura minata con cariche esplosive e a essere incolpato fu un concorrente, Radio Veronica. In realtà erano stati i servizi olandesi. Nel 1974 RNI fu chiusa per ordine delle stesse autorità dell'Aia e la nave fu venduta ai libici, che per un po' la utilizzarono per trasmettere il corano, conclude Harris. Infine, Gheddafi si stufò e ordinò a un caccia militare di affondare il bastimento nelle acque del Mediterraneo. Ma la spy story radiopiratesca non finisce qui. Dopo la pubblicazione del pezzo di All Media Scotland, su Medianetwork alcuni commenti hanno aggiunto pezzi di "storia" che forse sono solo disinformazione. Il nome della società di Zurigo Mebo saltò per esempio fuori durante il processo per il caso Lockerbie, quando si trattò di mettere i terroristi finanziati dalla Libia in relazione con l'attentato al volo PanAm nei cieli sopra la località scozzese. Mebo importava e vendeva un tipo di apparato elettronico che sarebbe stato rinvenuto tra i rottami dell'aereo. Solo parecchi anni dopo nel 2007, precisa al proposito Mike Barraclough commentando la storia di Harris, il Guardian raccontò che quelle "prove" erano state alterate e che gli interrogatori dell'ex proprietario della Mebo erano stati guidati.
Paul Harris è autore di un testo, When pirates ruled the waves, la cui sesta edizione è stata pubblicata lo scorso anno da Kennedy & Boyd.

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