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venerdì 21 novembre 2008

L'ESTATE CHE NON SI E' CAPITA ...O FORSE SI!

Era il 14 novembre del 1909 quando scesero in capo per la prima volta l’una contro l’altra: vinse la Juventus con un gol per tempo di Ernesto Borel. Al Meazza di San Siro la prima gara, invece, fu vinta dai neroazzurri, sempre nella stagione 1909/1910, con il risultato di 1-0; da allora, alla “scala del calcio”, si sono disputate 104 partite: 45 le vittorie interiste, 27 quelle juventine, mentre i pareggi sono stati 32.
Nella storia del campionato italiano raramente le due società hanno vissuto il brivido di un’entusiasmante testa a testa, vuoi perché nei primi trent’anni del torneo a dominare erano le squadre del nord-ovest (Genoa, Pro Vercelli e Casale) vuoi perché dall’avvento degli Agnelli, nel ventennio 1930-1950, furono ben sette i titoli tricolore per i bianconeri, contro i miseri due dei meneghini.
Furono gli anni sessanta il periodo di maggiore gloria per la seconda squadra di Milano, con le vittorie in campo nazionale ed internazionale.
Ci volle addirittura un “mago” per ridare lustro alla società: Helenio Herrera, il tecnico scoperto da Angelo Moratti.


Fu un decennio in cui una combattiva Juventus riuscì comunque a portare a Torino tre scudetti, contro i quattro dell’Inter.
In pratica fu l’unico decennio in cui le due compagini si diedero realmente fastidio per la vittoria finale, decennio in cui venne coniato per la sfida tra le due squadre il titolo di "derby d’Italia".
Gli anni settanta-ottanta furono per la Juventus un trionfo assoluto: in campionato le vittorie furono nove. A livello continentale arrivò addirittura un record, la conquista di tutti i trofei messi in palio dall’Uefa, e come ciliegina sulla torta giunse la vittoria della Coppa Intercontinentale a Tokyo, contro i sud americani dell’Argentinos Juniors.
In ambito Nazionale arrivò il quarto posto ai mondiali argentini per campioni del calibro di Bettega, Causio e Zoff e il talento degli emergenti Tardelli e Cabrini; per l’apoteosi si attese quattro anni con la vittoria in terra di Spagna.
Furono ben 6 i titolari di quella vincente spedizione, tra cui Zoff capitano e Paolo Rossi capocannoniere.
In quel ventennio l’Inter si accontentò di soli tre scudetti: 70-71, 79-80, 88-89.
Passata l’epoca dei “tulipani” rossoneri e della “mano di Dio” partenopea, la Juventus tornò a primeggiare.
Con l’avvento in società della triade, composta da Giraudo-Moggi-Bettega, e con la presidenza di Umberto Agnelli, la nuova Juventus del giovane Marcello Lippi e dell’astro nascente Alessandro Del Piero cominciò a fare incetta di trofei nazionali ed internazionali, vincendo in quattro sole stagioni tutto quello che c’era da vincere: 3 scudetti, una Coppa Campioni, una Coppa Intercontinentale e varie supercoppe nazionali e continentali, coppa Italia compresa.
L’Inter annaspava nel solito scudetto vinto durante i mesi estivi del calciomercato, con Moratti jr impegnato a scucire cifre astronomiche per pseudo campioni che arrivavano alla corte della Pinetina da ogni angolo di mondo, salvo mangiare ogni anno il solito panettone privo di uva e canditi, questi ultimi destinati a chi spendeva il giusto costruendo, anno dopo anno, una squadra sempre più forte.
La stagione 1997-98 si consumò in un duello rusticano tra le fidanzate d’Italia, culminato nel saloon del Delle Alpi, con la più grande crisi isterica che vide protagonista un’intera società di calcio, proprietà compresa.
Campionato che per la cronaca si concluse con uno scarto di cinque punti tra Juventus e Inter.
Ma il campionato che segnò per sempre la rivalità tra le due società è riconducibile, senza se e senza ma, alla data del 5 maggio 2002: Inter, Juventus e Roma giunsero all’ultima giornata rispettivamente con 69, 68 e 67 punti.
Se per i giallorossi le speranze erano ormai flebili, la Juventus, impegnata sul campo dell'Udinese già salva, sperava in un regalo della Lazio, che a Roma sfidava l'Inter. Allo stadio Olimpico l'ambiente era però ottimale per i nerazzurri, dato che la stessa tifoseria biancoceleste, un po' per gli stretti rapporti d'amicizia coi meneghini, un po' in odio alla Vecchia Signora e ai cugini giallorossi, era chiaramente disposta a sacrificare l'ingresso in zona Uefa pur di vedere vanificati gli sforzi dei bianconeri, che già dopo 10 minuti di gioco avevano risolto la loro pratica con i gol del capocannoniere David Trezeguet e del capitano Alessandro Del Piero. Quando l'Inter andò in vantaggio per la seconda volta nel primo tempo, dopo una rete laziale, tutta Italia credette di star assistendo ad un copione scontato. Ma accadde l'imponderabile: dapprima arrivò la seconda rimonta laziale, poi addirittura nella ripresa i nerazzurri crollarono sotto i colpi dei biancocelesti e la gara finì 4 a 2. A Udine scoppiò così la grande festa per il 26° scudetto bianconero, uno dei più sofferti e inattesi. Con la contemporanea vittoria della Roma, l'Inter finì addirittura terza, lasciando l'ambiente nerazzurro tra le lacrime, e nello scoramento, per un obiettivo inseguito 13 anni ed ancora una volta sfuggito.Il resto è storia recente, con l’Inter che dopo 18 anni di astinenza è riuscita ad aggiudicarsi uno scudetto assegnato in un’aula di tribunale nel mese di agosto e revocato, ancora oggi senza averne compreso le motivazioni, proprio alla Juventus, dopo la vittoria della nazionale italiana contro la Francia ai mondiali tedeschi. Finale che vide, ancora una volta, i colori bianconeri trionfare, con ben 9 giocatori in campo nella finale di Berlino.
Le ultime due sfide al Meazza, identiche nel punteggio, 2-1 per i bianconeri, non si equivalsero per i valori in campo: la rete, su calcio di punizione al 90’ minuto, di Alessandro Del Piero nella stagione 2005-06 sancì definitivamente la vittoria del ventinovesimo scudetto per una delle squadre più forti e complete che abbiano partecipato al campionato italiano; l’uno-due firmato Camoranesi e Trezeguet nella passata stagione, è stata la rivincita del dopo Calciopoli e del post serie B, nonostante una rosa nettamente inferiore, indebolita oltremodo, proprio a favore dei neroazzurri, dopo le vicende dell’estate 2006.
Stasera saranno nuovamente di fronte, divise in classifica da soli tre punti, e non rimarrà altro che sedersi comodi in poltrona per assistere alla sfida numero 209, la centocinquantesima dei campionati a girone unico.
Sarà San Siro ad ospitare il derby d’Italia, ci saranno in campo 44 scudetti (vinti, sul campo, 29 volte dai bianconeri contro i 15 dei neroazzurri) e la voglia di primeggiare in una partita che da Calciopoli in poi, almeno vista dalla parte dei tifosi bianconeri, è diventata la rivincita di un’estate che non si è capita … o forse si!

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