..."Rock won't eliminate your problems, but it will sort of let you dance all over them"

giovedì 22 gennaio 2009

IL NODO INTERCETTAZIONI

La maggioranza continua il confronto per raggiungere l'intesa sulla riforma della giustizia. A Palazzo Grazioli, durante il vertice notturno di martedì, è proseguito il lavoro di limatura dei testi, mentre nella giornata di ieri, una delegazione più ristretta, a partire dal Guardasigilli Angelino Alfano ai responsabili giustizia di An e Lega, Giulia Bongiorno e Matteo Brigandì, hanno continuato il lavoro di limatura.
Sulla questione intercettazioni si è espresso Italo Bocchino, vicecapogruppo Pdl alla Camera, esprimendo positività per quel che riguarda la riforma nel suo complesso, ma nutrendo ancora qualche dubbio sulla limatura che andrebbe effettuata sulle intercettazioni, altresì ha affermato: "All’opposizione proporremo un pacchetto condiviso su cui auspichiamo possano convergere".
Dai venti articoli che compongono la bozza Alfano, usciti dal vertice, c'è la novità della ricusazione del giudice che esterna e maggiori garanzie per l’imputato, inserendo alcuni paletti sull’attività di indagine del pm e ampliando i poteri degli avvocati. Il rapporto fra polizia giudiziaria e pm ha di fatto rallentato la discussione, portando il Premier a stralciare la riforma del processo penale dal prossimo Consiglio dei ministri.
Aspettando la quadratura sull’intero pacchetto giustizia, già nella giornata di domani si partirà con il piano carceri, che prevede l’istituzione di un commissario per l’edilizia con poteri speciali in modo da velocizzare i processi per le costruzioni di nuovi carceri. "Una questione prioritaria", ha detto il ministro della Giustizia, che ha comunque definito il lavoro del vertice di martedì sera "ottimo e proficuo".
Matteo Brigandì, membro della II Commissione Giustizia, ha reso noto che la maggioranza - sulla questione intercettazioni - potrebbe decidere di non limitarle solo ad alcuni reati lasciando così in vigore, su questo punto, la legge attuale.
"Si è stabilito - racconta ancora Brigandì - di spostare l’attenzione dal problema delle limitazioni a quello di maggiori controlli anche su funzionari e magistrati. Si è deciso cioé di intervenire affinché le intercettazioni e la violazione del segreto istruttorio non siano più utilizzabili come trampolino di lancio per la carriera politica dei pubblici ministeri".
Sulla possibilità di rendere questi controlli più ferrei, Brigandì non ha voluto anticipare nulla confermando che su quel punto si sta ancora lavorando.
Le proposte in atto prevedono l’impossibilità di “rendere utilizzabili le intercettazioni manipolabili, cioé già pubblicate in violazione del segreto istruttorio”, o la possibilità che il magistrato "reo" diventi parte di un collegio giudicante.
Silvio Berlusconi, sulla tematica intercettazioni, è intervenuto assicurando che verrà eliminata l’ipotesi del carcere per i giornalisti che pubblicheranno intercettazioni, mentre rimarrà per gli editori, saranno altresì possibili per i reati di corruzione, concussione, peculato e reati contro la pubblica amministrazione superiori a 10 anni. Ma ci saranno limitazioni di tempo in cui le persone possono essere intercettate.
Il Premier ha aggiunto che nella riforma non verranno toccati i piccoli Tribunali e ha precisato che alcune proposte come quella della Lega di eleggere i pm e i giudici di pace non registrano la condivisione di tutta la maggioranza.
di Cirdan

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