Il padre ha raccontato una pagina importante dell'ippica nostrana, vincendo sia in Italia che oltre le Alpi. Lui, figlio di Axel, dopo un inizio poco convincente aveva dimostrato di saperci fare, quando, naturalmente, la testa gli dava semaforo verde.
In questa caldissima estate sta mettendo a terra il potenziale, in categorie che, per potenza e qualità, non gli appartengono.
A fine giugno, dopo l'ennesimo periodo di appannamento, è tornato a vincere, convincendo.
Tre giorni fa, a distanza di due settimane, ha fatto il numero, quello che ha sempre dimostrato di avere nelle corde. Il "non ufficiale" chiacchericcia 56 gli ultimi 800, fatti sul tapirulan di San Siro. Ma non è tanto il rilievo cronometrico, di sicuro spessore, a rendere l'impresa eclatante, quanto i modi.
La sensazione è quella che stia crescendo, non tanto nel fisico già di suo importante, quanto nella testa, nella convinzione dei propri mezzi.
Circa un anno fa fu secondo di Mago d'Amore, l'attuale numero uno dei quattro anni indigeni, oggi, e sempre per sensazioni, sarebbe una sfida da rivedere, da rigustare, una sfida che potrebbe consegnare al trotto nostrano un'altro Zinzan... e se il sangue non mente.
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