..."Rock won't eliminate your problems, but it will sort of let you dance all over them"

domenica 18 dicembre 2011

REPORT: MANCHESTER CITY 1-0 ARSENAL

Parto dalla fine: siamo una grande, grandissima squadra. Ora vado random, perché di cose all'interno dell'Etiahd Stadium ne sono successe molte. Abbiamo patito, a tratti, com'era nelle previsioni: sette vittorie su sette (con oggi divenute otto) dei padroni di casa erano un biglietto da visita di tutto rispetto. In una circostanza saremmo potuti anche andare sotto di due, ma in questo caso non sarebbe stato patimento, ma momento di confusione. A contorno di questo, e nell'ipotetica bilancia delle occasioni, il conto è andato ampiamente in pareggio nella seconda parte di gara, dove Hart s'è superato in più circostanze.

D'orgoglio, di classe, di voglia abbiamo cercato a tutti i costi il pareggio, ma Walcott, Ramsey, van Persie e Vermaelen si sono scontrati con la serata di grazia di John Hart, decisivo e tra i migliori in campo. A somma di questo l'episodio, quello che hanno visto tutti, dallo stadio ai seduti sul divano, tranne lui, Phil Dowd, l'arbitro che nel nostro storico vede rigori contro che non ci sono e non fischia, posizionato come meglio non si poteva, un'evidente controllo di mano in area di rigore da parte di Micah Richard. Amen. Abbiamo perso una partita importante dopo molto tempo, e questo non è un dramma. Se si guarda alle distanze in classifica fa incazzare, perché oggi, se mai ce n'è fosse stato bisogno, abbiamo fatto vedere di non temere nessuno, di potercela giocare con chiunque. Certo, dodici punti da questo Manchester non sono noccioline, soprattutto in una giornata dove abbiamo perso punti anche da United e Spurs. Paghiamo quell'inizio di stagione, si sa e lo si sapeva, ma senza rimpianti o rimorsi, evidentemente, per avere la squadra che oggi è scesa in campo si doveva iniziare così. L'importante, dopo il match di oggi, è essersi realmente resi conto di quanto ancora possiamo dare, perché qualità e determinazione non difettano. Mercoledì saremo ancora in campo, alla Villa Park di Birmingham, senza Song, senza Arteta, con un gruppo che questa sera s'è dannato l'anima. Mercoledì, ancora più di oggi, i ragazzi ci faranno vedere cosa valiamo, a cosa possiamo ambire, fino a quando rimarranno intatti i sogni. Io ci credo, molto, perché carattere e mentalità non s'inventano, quelle o le hai o non le hai e noi le abbiamo. C'mon Gunner!!

Nessun commento: