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lunedì 19 maggio 2014

WIRE TO WIRE

Intensità, concentrazione, alte percentuali dal campo, pazienza e difesa. Con questi ingredienti ed una condotta tattica pressoché perfetta gli Indiana Pacers hanno avuto la meglio in gara-1 dei Miami Heat.
Dalla prima palla a due fino alla fine del match non c'è stata praticamente mai partita, e dopo le prime tredici gare di Playoffs in cui i ragazzi di Vogel hanno trovato enormi difficoltà per avere la meglio prima sugli Hawks e poi sui Wizards, con Miami tutto è andato nel miglior modo.
L'intensità proposta sotto canestro ha permesso ai Pacers di presentarsi per ben 37 volte dalla lunetta, contro le appena 15 degli Heat. Una condizione risultata alla fine determinante per l'esito del risultato.
La concentrazione, eccetto qualche singolo momento, ha tenuto sempre a distanza nel punteggio i ragazzi di Spoelstra, relegati per quasi tutto il match alla doppia cifra di svantaggio, con massimali che hanno toccato i diciannove punti.
Mai in questa serie di Playoffs i Pacers avevano tirato così bene. Dal campo è arrivato un sontuoso 51,5% (35-68), dall'arco il 42,1% (8-19), mentre dalla lunetta Indiana ha raccolto il 78,4% (29-37).
E se le percentuali hanno di fatto segnato gara-1 lo si deve principalmente alla pazienza che i Pacers hanno avuto nei momenti di possesso.
Mai un tiro forzato, mai una scelta veloce.
L'uso sistematico di quasi tutti i 24 secondi a disposizione ha permesso: a) liberare sempre al tiro l'uomo posizionato meglio; b) non innescare quelle transizioni con cui Miami sarebbe andata a nozze; c) garantire sempre la possibilità di andare a rimbalzo (38-29); d) perdere il numero minore di palloni (appena 12).
In tutto questo ci sono gli enormi meriti di Indiana, tornata nel momento più importante ad essere bella e concreta come la Regular Season l'aveva incoronata.
Tutti sono stati protagonisti del 107-96 finale. Un quintetto che ha letteralmente annullato i campioni in carica. Paul George: 24 punti, 4 rimbalzi e 7 assist; David West: 19 punti, 7 rimbalzi e 3 assist; Roy Hibbert: 19 punti, 9 rimbalzi e 3 assist; Lance Stephenson: 17 punti, 4 rimbalzi e 8 assist; George Hill: 15 punti e 2 rimbalzi. Bene dalla panchina la prestazione di CJ Watson, che con i suoi 11 punti e 4 rimbalzi ha contribuito alla nettissima vittoria di Indiana.
In tutto questo ci sono anche i demeriti degli Heat. Poco aggressivi, con una bassissima intensità difensiva e soprattutto con lo scarso apporto di Bosh, Battier e Chalmers.
LeBron James e Dwyane Wade hanno tirato più che discretamente (25 punti James e 27 Wade), ma sono mancati come tutta la squadra quando c'era da alzare i ritmi, quando l'intensità di gara chiedeva ai campioni di cambiare marcia.
Tra poco più di ventiquattro ore si tornerà in campo, ancora ad Indianapolis. Se Miami non avrà intenzione di cambiare registro il mood della partita potrebbe ricalcare quanto visto in gara-1, e di questo Indiana ne potrebbe approfittare portandosi su di un clamoroso 2-0.
Stanotte si apre la serie di finale della Western Conference, a San Antonio.
Un match da non perdere per niente al mondo.

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