..."Rock won't eliminate your problems, but it will sort of let you dance all over them"

martedì 8 gennaio 2008

"90° MINUTO"

Il calcio italiano scomparirà!
No, forse è un'affermazione esagerata, anzi lo è sicuramente, con molta probabilità, tra un paio di lustri, si ritornerà ad assaporare uno sport con la "S" maiuscola, ma ad oggi le previsioni non sono sicuramente delle più rosee.
Alla fine degli anni 90', nel "nostro" mondo pallonaro, gravitavano i più forti calciatori del pianeta, non per niente veniva definito il più bel campionato di calcio del mondo, calciatori che frequentavano per brevi periodi i campionati del loro paese di appartenenza, per poi, con la sfrenata volontà dei propri procuratori, venire a calcare i nostri campi, approdando nei palcoscenici dei nostri stadi. Nacque la corsa al campione, ogni presidente, o padrone, delle società di calcio italiane, faceva qualunque tipo di follia (economica) pur di aggiudicarsi il "nome" del momento. Le conseguenze furono inevitabili, indebitamenti per quasi tutte le società, dovendo, congruamente soddisfare con cifre da capogiro, i contratti dei propri "fenomeni".
Da quel momento in poi fu la fine, plusvalenze fittizie, passaporti falsi, fallimenti, fidejussioni, falsi in bilancio, decreto spalmadebiti e la fuga dal nostro campionato di moltissimi campioni, anche "mondiali", in lidi calcistici esteri, snobbati solamente pochi anni prima.
E poi "Calciopoli", quella sorta di Santa Inquisizione che in qualche modo è riuscita a coprire scandali, dello stesso mondo del pallone e non, di dimensioni ciclopiche (edit: Enzo Biagi).
E oggi si apprende da un articolo apparso sul sito di Repubblica.it, che scomparirà anche "90° minuto".
Il calo è stato inesorabile, dal 30% di ascolto in passato, ad un'attuale 20-15%.
I diritti in chiaro, coperti per tre anni da Mediaset all'esorbitante cifra di 61,5 milioni di euro a stagione, scadranno il prossimo giugno, e dalle ultime indagini di mercato pare che non verranno rinnovati. Mediaset non nè vuole più sapere, dai "flop" di Serie A, condotta inizialmente da Paolo Bonolis (er penombra ndr) e successivamente da Enrico Mentana fino ad arrivare a "Controcampo ultimo minuto" di Sandro Piccinini, hanno fatto invertire rotta all'azienda di Piersilvio Berlusconi, mentre "mamma" Rai pare poco propensa ad elargire quantità considerevoli di denaro.
In questa stagione, persino "Doctor House", il mercoledì sera, ha stravinto il confronto con il calcio, con percentuali di ascolto quasi sempre superiori rispetto alla Champion's League.
La Lega calcio è alle strette, le idee, di Adriano Galliani, si orienterebbero ad un "embargo" sino alle 22:30 della domenica, per le immagini in chiaro.
Dovremmo dunque dire addio a "90° minuto"?
La trasmissione che incollava al video milioni di telespettatori, con la regia da studio di Paolo Valenti e i commenti degli inviati Giorgio Bubba, Cesare Castellotti, Puccio Corona, Marcello Giannini, Ennio Vitanza, Luigi Necco, Franco Strippoli e molti altri è "morta" da anni, inutile fare articoli demagogici e nostalgici di quello che è stato, il calcio in se ha voluto questo, e non fa nemmeno più sensazione se "Tutto il calcio minuto per minuto" storica trasmisssione radiofonica che si appresta a compiere i suoi cinquanta anni di vita, nella domenica appena trascorsa (06/01/2008 ndr) era in collegamento con cinque campi della serie D.
Sky e Mediaset Premium per ora stanno alla finestra.
Non vorremo volare troppo in alto con supposizioni fantasiose e discorsi pessimistici (o magari ottimistici, dipende dalle prospettive) ma tutto questo, qualcosa dovrà pure significare.
In ordine temporale, all'inizio di questo 2008, ci si troverà davanti ad ennesimi scossoni che il mondo del calcio dovrà sopportare.
Il 23 gennaio ci sarà il pronunciamento del Gup di Milano, Paola Di Lorenzo, sulla richiesta di rinvio a giudizio per i falsi in bilancio delle società Milan ed Inter, formulata dal pm milanese Carlo Nocerino, riguardanti l'inchiesta sulle plusvalenze fittizie.
L'8 di febbraio riprenderà presso la Procura di Napoli il secondo, terzo, quarto, ancora non si è capito a che puntata siamo, atto di Calciopoli, mentre è previsto per il 13 marzo il ricorso presso il Tribunale Amministrativo del Lazio di Luciano Moggi.
Il 15 maggio invece, sempre presso il TAR del Lazio, si dicuteranno ben tre ricorsi presentati dalle associazioni di; GiùlemanidallaJuve, DifendiamolaJuve e l'Ego di Napoli (Avvocato Raffaele Di Monda).
Tutto questo condito, nello scorcio delle ultime due stagioni, con la partenza di ben quattro campioni del mondo versi altri campionati, e la non volontà da parte di molti "fenomeni" (e non) internazionali nel venire a giocare nel nostro bel Paese, le ultime campagne acquisti del calciomercato sono una cartina di tornasole chiarissima.
Se si considera la perdita della fase ogranizzativa degli europei del 2012, anche il "governo" del pallone è rimasto indietro, stagnato dai soliti noti seduti su poltrone oramai logore e prive di idee, quelle stesse persone che hanno deliberatamente troncato l'unica vera nuova idea di calcio che avevano Giraudo e Moggi per la "loro" Juventus, e che probabilmente avrebbe aperto nuove frontiere.
Insomma un disastro.
E allora più di un dubbio comincia a sorgere.
Nei mercati azionari di Borsa, le bolle (speculative) hanno un loro percorso, di breve, medio o lungo termine che sia, ma poi scoppiano, è inevitabile, visibili solamente a chi può monitorare da un certo punto di osservazione.
Non è che la bolla (calcistica) del nostro pallone stà per scoppiare?
Il 23 maggio 2007, l’Avvocato Luc Misson (Presidente della commissione sport alla UEA) ha depositato ricorso alla Corte Europea sulla Concorrenza, per conto dell'associazione GiùlemanidallaJuve.
Il ricorso è in attesa di accoglimento, i tempi si sono protratti, vero, probabilmente era anche inevitabile, ma qualcosa ci fa pensare che da qualche punto di osservazione qualcuno stia monitorando.
La ciclicità del mondo è un fatto assodato nei secoli, che riguarda qualunque tematica, dalla moda, la musica, allo spettacolo, alla politica e anche nello sport, in questo caso nel calcio.
Bosman e la sua legge ne è un'esempio, un ricorso su cui nessuno avrebbe scommesso una Lira e che invece, in maniera inesorabile, cambiò il calcio.
Venisse accolto e successivamente discusso con esito pisitivo, il ricorso di Misson e di Giù lemanidallaJuve a distanza di 12 anni da quella sentenza (Bosman 15 dicembre 1995 ndr), cambierebbe (ciclicamente ricordate?) radicalmente la nuova frontiera del calcio.
E i Bubba, i Castellotti, i Necco, i Corona e tutti quelli di "90° minuto"?
Loro non ci sono più da anni, purtroppo, ma fossero ancora dislocati nelle rispettive sedi di competenza, rimarebbero senza i loro commenti, senza le loro immagini, senza il loro "90° minuto" e non per il volere del "Dio" denaro, ma grazie ad una Giustizia che cancellerebbe 90 minuti per dare "nuovamente" dignità agli Uomini e ad uno Sport.
di Cirdan

domenica 6 gennaio 2008

IL TAR CI RIDARA' GLI SCUDETTI



Riprendiamo da Tuttosport di ieri, 5 gennaio, un'intervista al presidente dell'Associazione Giù le mani dalla Juve:
IL RICORSO DEI PICCOLI AZIONISTI
«Ci restituiranno i due scudetti che ci hanno tolto: sarà come se la sentenza della giustizia sportiva dell’estate 2006 non fosse mai stata emessa».
Giuseppe Belviso, presidente dell’associazione "Giù le mani dalla Juve", indica senza giri di parole cosa succederebbe sei il Tar del Lazio accogliesse il ricorso presentato dai piccoli azionisti che l’associa­zione raccoglie.
L’organo giudiziario, che esaminerà il caso il 15 maggio, non potrebbe però cancellare altri effetti di quella sentenza: la retrocessione in serie B della Juve, la mancata partecipazione alla Champions League e la cessione di giocatori fondamentali e tuttora rimpianti, da Ibrahimovic a Zambrotta, passando per Cannavaro.
«Purtroppo - si rammarica Belviso - nessuno può restituirci i campioni che la società ha venduto, né ridarci la stagione passata sui campi della serie B. Però, per quanto riguarda il campionato cadetto, speriamo che un’eventuale sentenza favorevole del Tar possa cancellare la partecipazione della Juve dagli annali. Per il resto, se il nostro ricorso venisse accolto, si aprirebbe una strada per chiedere dei risarcimenti nell’ambito della giustizia civile. Ma a quel punto le possibili vie da percorrere sarebbero davvero molte e le valuteremo quando e se sarà il momento».
Per adesso, l’obiettivo principale di "Giù le mani dalla Juve" è uno, anzi, due: «La restituzione degli scudetti conquistati nel 2004- 05 e nel 2005- 06. È prima di tutto questo che chiediamo al Tar», ribadisce Belviso. Una richiesta che, secondo lui, ha tutti i requisiti per essere presentata e anche per essere accolta. «Ci sono precedenti confortanti - spiega ­ che dimostrano come anche i piccoli azionisti, e non soltanto l’azionista di maggioranza, abbiano il diritto di presentare ricorso al Tar» . Belviso è abbastanza fiducioso anche per quanto riguarda l’esito finale della battaglia sua e della sua Associazione: «I motivi per cui chiediamo di annullare la sentenza sono le numerose violazioni del diritto che sono state fatte durante il processo del 2006, a cominciare dall’assenza del contraddittorio. I presupposti per vincere ci sono».
COMMENTO DELLA REDAZIONE
La stima e la simpatia per l'uomo Belviso è tanta. Dal nulla, dalla rabbia e dallo sdegno per lo stupro, uguale a quella di tanti altri juventini, lui ha tirato fuori l'idea della class action quando sembrava un'utopia. Ha raccolto intorno a se azionisti e semplici tifosi, ha dato ufficialità e trasparenza alle azioni costituendo la prima vera Assocazione di tifosi che lotta nelle aule dei tribunali, di Italia ed Europa, perchè venga sanata una pagina nera per la giustizia, sia pur sportiva, nella quale sono state calpestate regole scritte.
Un vero juventino, però, non può limitarsi a vedere come gioca la partita "Giu le mani dalla Juve" e gioire se vincerà o dire "lo avevo previsto io" se dovesse essere necessario rivolgersi ad altro Tribunale.Un vero juventino la partita deve giocarla anche lui, dando FORZA e numeri alla SUA ASSOCIAZIONE.
Associarsi NON comporta neppure l'esborso di denaro. La donazione, per sostenere le spese delle diverse cause in piedi in Italia ed Europa, è VOLONTARIA e nella misura che ciascuno vuole e può.
A chi è scettico e ritiene che alla fine i "poteri forti" condizioneranno tutto, come sempre, diciamo solo una cosa: la nostra Juve non gioca forse la gara di ritorno anche se all'andata ha perso per 2-0? Lo fa e noi tifiamo, ci incolliamo ai televisori. Bene, Guido Rossi&Co hanno vinto la prima partita ma noi TUTTI giocheremo la seconda, se serve giocheremo i supplementari, tireremo i rigori. Uno Juventino vero lotta fino all'ultimo secondo dell'ultima partita. Per vincere! Vi invitiamo ad Associarvi a "Giù le mani dalla Juve", visitate il loro sito, informate anche i vostri amici: più siamo più forza abbiamo.

sabato 5 gennaio 2008

LETTERA APERTA DA SANREMO

Ucflor/Mercato dei fiori ha inviato a numerose autorità politiche regionali, associazioni di categoria nazionali, regionali e provinciali, una lettera aperta affinchè prendano provvedimenti sulla richiesta economica del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali di 12 milioni e 615 mila euro.Questo il testo a firma di Riccardo Giordano, presidente dell'Ucflor: "Con provvedimento ingiuntivo, il Ministero per le Politiche Agricole e Forestali ha intimato alla scrivente cooperativa il pagamento di € 12.615.997,69 a seguito della revoca dei contributi a suo tempo erogati per la costruzione del Mercato dei fiori di Sanremo. Si tratta di contributi concessi con due provvedimenti distinti che recano la data del 04/10/1983 e del 02/08/1989.A distanza di quasi 25 anni dal primo decreto di concessione e di 20 anni dal secondo, pur in presenza di un’opera regolarmente costruita e collaudata, ci troviamo ancora nella condizione di dover resistere in giudizio nei confronti del Ministero per non dover restituire somme spese nel pieno rispetto delle finalità e delle norme stabilite dalla Legge.Infatti, qualsiasi procedimento giudiziario, di natura civile, penale o amministrativa, intentato nei confronti dell’operato della scrivente cooperativa si è concluso con il riconoscimento della piena liceità di tutti gli atti posti in essere.Il mercato dei fiori di Sanremo è un’opera importante per l’economia della nostra provincia, è una struttura pubblica, di proprietà del Comune di Sanremo, che è stata realizzata grazie all’impegno di una cooperativa di produttori qual è l’Ucflor. I costi di realizzazione, paragonati a quelli di altre strutture analoghe, già realizzate o in corso di realizzazione, sono stati molto contenuti e da oltre 15 anni le attività di mercato sono regolarmente svolte presso gli immobili di Valle Armea.Sono iscritti al Mercato dei fiori 1960 floricoltori, 354 imprese commerciali, 25 imprese di trasporto e lavorano, solo presso le strutture presenti sul mercato oltre 300 dipendenti. I contributi in allora richiesti per creare un grande centro di commercializzazione sono stati appunto spesi per realizzare il Mercato dei fiori di Sanremo che, a tutt’oggi, rappresenta, per gli interessi ed i soggetti coinvolti, la struttura logistica più importante di tutta la nostra provincia e la struttura agricola più importante di tutta la Liguria.Ci pare quindi estremamente grave, vergognoso ed assurdo, che a distanza di 25 anni, per cavilli di natura meramente formale, si debba ancora lottare affinché sia riconosciuto quello che, con la semplice considerazione della realtà esistente, appare in tutta la sua concreta evidenza. I lavori per la realizzazione del Mercato si sono conclusi, sono stati collaudati, i finanziamenti sono stati utilizzati in maniera corretta ed esiste un mercato che svolge appieno le sue attività nel rispetto delle Leggi e dei regolamenti. Per questo riteniamo sia giunto il momento di porre la parola fine a quest’assurdità tutta italiana, facendo sentire forte la voce degli Amministratori e dei Rappresentati delle Istituzioni nei confronti del Governo Centrale, per far conoscere a tutti, all’opinione pubblica nazionale e agli organismi Istituzionali, la gravità e l’assurdità di questa situazione.La preghiamo pertanto di adoperarsi attivamente, nelle forme che riterrà più opportune, affinché sia possibile raggiungere in tempi brevi una soluzione finale della vicenda".