..."Rock won't eliminate your problems, but it will sort of let you dance all over them"

mercoledì 1 aprile 2020

La commozione di Conte racconta che alla fine ne usciremo, e anche bene


L'intervista rilasciata dal Presidente del Consiglio nella puntata infrasettimanale di Accordi & Disaccordi, qualche ora dopo che lo stesso Premier ufficializzava l'estensione della quarantena fino al giorno di Pasquetta, è stata chiusa con un'immagine che farà parte di quelle istantanee che racconteranno di una pandemia che ha letteralmente cambiato il corso della storia. 
Alla specifica domanda rivolta da Andrea Scanzi su quale momento è stato fino ad oggi il più complicato e difficile da superare, l'inquilino di Palazzo Chigi, dopo aver in un primo momento accennato alla scelta di isolare i dieci comuni lombardi e quello di Vo' Euganeo, non è riuscito a trattenere l'emozione ricordando la triste conta dei decessi. 
Viso tirato, voce rotta e commozione evidente hanno accompagnato istanti che hanno fatto comprendere la statura istituzionale e morale di un uomo, prima ancora che di un Presidente del Consiglio, che, come dallo stesso più volte sottolineato, mai avrebbe potuto solo immaginare una situazione come quella che purtroppo si è venuta a creare. 
Un'emozione, riscontrata subito dopo l'intervento televisivo attraverso le innumerevoli testimonianze giunte sulla personale pagina Facebook, che fa credere e pensare che da questa condizione ancora particolarmente complicata ne usciremo, e, come detto dallo stesso Conte, nel miglior modo possibile, a prescindere da quando sarà.

Coronavirus e restrizioni: nella giornata mondiale per la consapevolezza sull'autismo è d'obbligo denunciare il limite temporale raggiunto dai soggetti affetti da patologie neuropsichiatriche


In tempi di coronavirus, in queste settimane dove milioni di cittadini sono chiamati a responsabilità civiche che possano tradursi nel rapido allontanamento dell'epidemia che ha investito l'intero orbe terracqueo, i soggetti portatori di handicap e le rispettive famiglie stanno inevitabilmente pagando il prezzo più caro imposto dalle restrizioni che le istituzioni hanno vergato. 
A misure inevitabili e funzionali per la salvaguardia dell'intera popolazione, l'obbligo perimetrale imposto a pazienti portatori di patologie neuropsichiatriche ha letteralmente stravolto una quotidianità che giorno dopo giorno si sta facendo sempre più complicata. 
Lo stop improvviso della frequenza scolastica e delle buone abitudini che questa forniva, il conseguente allontanamento da compagni di scuola e maestre di sostegno, l'arresto delle attività sportive e soprattutto la brusca interruzione di tutte quelle terapie (logopedia, musicoterapia, rieducativa) che offrivano un graduale recupero delle funzioni emotive e comportamentali, un vero e proprio flagello che sta portando ad una lenta ma progressiva regressione di tutti i passi avanti fatti. 
Frustrazioni, difficoltà di concentrazione e apprendimento, stereotipie tornate prepotentemente a galla, impossibilità di razionalizzare la condizione di quarantena: tutti elementi che stanno mettendo in grossa difficoltà sia i soggetti portatori che i genitori degli stessi. Nonostante una costante e accurata applicazione nel proporre giornalmente le più svariate attività, che queste siano ludiche che didattiche, il passare del tempo sta amplificando le difficoltà di cui sopra. L'ultima circolare del Viminale, dopo che lo stesso Ministero aveva messo in primo piano le esigenze dei runner o degli animali domestici rispetto ad anziani e inabili, non può comunque sopperire all'attuale mancanza di quelle discipline sanitarie atte alla salute di soggetti autistici. 
Che fare dunque? Da mamma di due bambini affetti dalla patologia l'unica risposta, anzi, l'unica speranza che ho (perché di risposte in questo momento non ne trovo) e che il Ministro della Salute possa nel più breve tempo possibile valutare l'opportunità di far riprendere le terapie (che queste siano ambulatoriali o private) a quei soggetti che, per " motivazioni di necessità o salute", hanno l'assoluto bisogno di dare continuità ad un percorso riabilitativo che diversamente rischia di compromettere il lavoro svolto nei mesi e negli anni precedenti. Nella giornata mondiale per la consapevolezza sull'autismo è dunque d'obbligo denunciare il limite temporale raggiunto da soggetti affetti da patologie neuropsichiatriche.

Efficienza silenziosa


A Bergamo, nel silenzio più assordante e con tutto il dolore che si portano dietro, in dieci giorni e pure gratis hanno messo in piedi 14 camere realizzate in legno per 142 posti, di cui 72 di terapia intensiva e sub intensiva. 
Lo hanno fatto gli alpini dell’Ana, duecento artigiani e i ragazzi della Curva Nord. Senza conferenze stampa, senza telecamere, senza Bertolaso e tutta quella manica di incapaci che nonostante l'arrivo da Roma di oltre 10 milioni di pezzi di materiale sanitario di vario genere (vidimati dall'efficientissima Regione Lombardia a nome della dottoressa Maddalena Branchi) non sono ancora riusciti a fare la distribuzione necessaria per il fabbisogno delle varie strutture. 
Poi però vanno in televisione a raccontare la favola che "è tutta colpa di Roma"
Informatevi prima di fare brutte figure, l'ignoranza è il virus più devastante che possa esistere.