..."Rock won't eliminate your problems, but it will sort of let you dance all over them"

martedì 28 maggio 2013

DESERTIFICAZIONE

Gli schiaffoni che la politica nostrana continua a prendere non conoscono sosta. Arrivano da tutte le parti, comprese quelle interne. La due giorni di amministrative, al contrario di quanto sostengono i mezzi d'informazione, portano un solo risultato: il nulla elettorale. I motivi tanti, i perché vanno ricercati in questi novanta giorni di pressapochismo politico. S'è atteso due mesi per comprendere che il voto di febbraio non era servito a nulla, s'è proseguita la strada del perdere tempo nonostante il Paese continuasse (e continua) a chiedere delle risposte. Un italiano su due ha preferito rimanere tra le mura domestiche perché ha perfettamente compreso che questa politica non ha portato a nulla, tranne lo sloganare quello che verosimilmente non sarà perseguibile. Si vuol continuare a far credere che i partiti non prenderanno soldi pubblici, omettendo che se così fosse, e così non è (si pensa già all'uno per mille), le banche chiederebbero ai partiti il rientro immediato, provocandone l’altrettanto immediata bancarotta. S'è sbandierata la necessità di abrogare l'Imu, come se questa fosse il grimaldello per scardinare la crisi (stiamo parlando di risparmiare 100 euro a famiglia), salvo poi posticiparla, senza includerla nel 2.9% del deficit. A questo proposito è giunto il chiarimento del presidente del consiglio che nella giornata di ieri ha ribadito che la chiusura della procedura Ue per deficit eccessivo è certamente una buona notizia, ma avrà impatto solo sul bilancio 2014, mentre per quest'anno, come noto, non si libereranno risorse immediate.
La conseguenza di un governo capace di annunci senza testi, proroghe di roba vecchia e rinvii di proroghe ha partorito un elettorato che non crede più a niente, e non vota, e uno che deposita una scheda bianca vendicandosi verso quei partiti, destra e sinistra, che votò.
Nello specifico i risultati sono abbaglianti. A Roma, la città più drogata di politica e politici, si troveranno al ballottaggio due sconfitti, perdenti con il proprio elettorato e soprattutto con il luogo che ha visto l'astensionismo più feroce. A Siena ha avuto la meglio un azionista di MPS. A Brescia si sono presentati gli stessi candidati della volta scorsa, come se il tempo, lungi dal correre, fosse fermo.
L'informazione, tanta, ha aperto la mattinata con il flop di Grillo, omettendo che il risultato di queste amministrative non è comparabile con nessun altro risultato, visto il debutto dei pentastellati in tutti i comuni partecipativi. Altra informazione ha evidenziato lo strapotere della sinistra in quasi tutti i comuni votati, nascondendo l'astensionismo e soprattutto la totale mancanza di idee e di programmi, quelli che ormai fanno parte di un arredo antico ed obsoleto.

Questa politica, tutta questa politica, ha perso sonoramente, senza appello, senza offrire reali alternative al grido di protesta del MoVimento 5 Stelle, una non alternativa che ha portato il voto degli elettori ad essere ridotto a rito inutile, desertificazione di un futuro a cui non crede più nessuno.