..."Rock won't eliminate your problems, but it will sort of let you dance all over them"

giovedì 19 settembre 2019

Diteci la verità sugli sbarchi


Chiusa la stagione di Matteo Salvini da Ministro degli Interni, iniziata quella del Prefetto e consigliere di Stato Luciana Lamorgese, i dati provenienti dal Viminale riguardanti il tema dei migranti raccontano una realtà che nell'arco di appena due settimane ha stravolto completamente quella raccontata dallo stesso dicastero nei quattordici mesi di "permanenza" dell'indossatore di felpe altrui. Telegiornali e carta stampata non parlano d'altro: aumentati gli sbarchi. E non solo quelli delle tanto discusse Ong, ma e soprattutto quelli di barche e barchini. I dati ultimi sono oggettivamente tali e raccontano, prendendo a misura il corrente mese di settembre, un incremento di ben 488 unità rispetto allo stesso periodo di un anno fa (1435 contro 947). Un dato in decisa contro tendenza rispetto all'intera annata: agosto (1268 quest'anno, 1531 l'anno scorso), luglio (1088 contro i 1969 di dodici mesi fa), giugno (1218 rispetto ai 3147 del 2018), maggio (782, 3963), aprile (255, 3171), marzo (262, 1049), febbraio (60, 1065), gennaio (202, 4182). Insomma, a farla breve sembra che da quando il Segretario del Carroccio ha fatto le valige dal Ministero degli Interni si siano riaperti quei porti che mai sono stati chiusi ma che per l'opinione pubblica, bombardata dalla propaganda, erano stati blindati e sigillati da un tenero e pacioccone uomo di mezza età prevalentemente impegnato, tra piazze e spiagge, a distribuire bacioni e rosari. Ora. Passi la narrativa dei porti chiusi che può aver indotto (forse) la mancata partenza di molti, passi il continuo e cinico respingimento delle Ong che può aver rallentato l'approdo delle stesse sulle nostre coste, ma con l'attuale legislatura e quindi con il Decreto Sicurezza Bis ancora vivo e vegeto appare particolare, per usare un eufemismo, il netto e repentino cambio di rotta. E ancor più di questo appare singolare come oggi, rispetto ai quattordici mesi precedenti, vengano portati quotidianamente all'attenzione dai mezzi di informazione gli sbarchi effettuati da barche e barchini, come se nell'era salviniana questi non avvenissero, fossero all'improvviso terminati perché dissuasi dalle parole di un uomo in costume con un mojito in mano. Senza voler scomodare teorie terrapiattiste e complotti vari rimangono curiosi i dati offerti dall'edifico situato su uno dei sette colli su cui venne fondata la città di Roma, e non tanto i numeri snocciolati in questo ancora estivo settembre, quanto quelli che hanno dato modo all'indossatore di felpe altrui di assicurarsi consensi e popolarità.

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