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martedì 31 marzo 2009

GUARDARE AL FUTURO CON IL SOSTEGNO DEI GIOVANI

Sanremo come Amsterdam. La floricoltura ligure si modernizza e tenta il passaggio dalla vendita individuale a quella aggregata sul mercato, come avviene da tempo in Olanda, patria dei più temibili competitori del settore. Era il 24 novembre 2008, quando alla consueta contrattazione tradizionale all’araba si aggiunse il sistema di vendita dei fiori all’asta al mercato dei fiori di Sanremo.
Gestito dall'Ucflor, cooperativa di produttori, il mercato sanremese è il più grande dell'Europa meridionale e dell'area mediterranea. Situato nella valle Armea, tra Sanremo e Arma di Taggia, è una struttura dotata di tutti i servizi necessari alla commercializzazione: un'area totale di circa 120mila metri quadri, con 20mila metri quadri coperti da 62 magazzini e una sala contrattazioni, dove ogni giorno vengono eseguiti il controllo della qualità della merce e la rilevazione dei prezzi dei fiori e delle quantità affluite. Qui operano 450 aziende di commercio all'ingrosso e 150 di esportazione, che trovano una gamma completa di fiori recisi (circa 130 specie), fronde verdi, fiorite, con frutto e foglie tipiche dell'area mediterranea (circa 170 specie).


''E' presto per fare un bilancio, - spiegò allora il presidente dell'Ucflor, Riccardo Giordano, che ha voluto fortemente questo nuovo servizio - tre giorni sono pochi, poi è stata una settimana di freddo eccezionale, e il freddo non favorisce il consumo del nostro prodotto. Nei tre giorni si è venduto per un valore di circa 90mila euro. Gli acquirenti erano una cinquantina, un buon inizio, i produttori che hanno creduto nell'iniziativa e hanno messo la loro merce all'asta sono stati una piccola percentuale del totale. In sostanza, siamo nella fase sperimentale. Dobbiamo, tra l'altro, fissare il prezzo minimo, la soglia di ritiro del prodotto. Perchè se fissiamo un minimo troppo alto vengono scoraggiati i commercianti, se troppo alto sono penalizzati i produttori''.
A distanza di quattro mesi, per fare un nuovo punto sull'attuale situazione, abbiamo interpellato il Presidente dell'Ucflor Riccardo Giordano, il quale ha illustrato prospettive future e dati oggettivi sulla prima risorsa economica del Ponente ligure.
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Dott. Giordano, sono oramai passati più di 120 giorni dall'inaugurazione dell'asta floricola di Sanremo, giorni in cui si sono susseguiti disagi ma allo stesso tempo informazioni utili per proseguire una strada intrapresa con coraggio e tanta passione. Può offrirci un primo, seppur indicativo, bilancio di questa nuova frontiera per il Ponente Ligure e i suoi fiori?
"Il bilancio è positivo. Dopo una prima fase di avvio e di studio da parte degli operatori, il meccanismo dell’asta ha iniziato a produrre i suoi effetti e molte delle riserve ancora eccepite dai floricoltori hanno perso consistenza. I produttori avevano paura dell’asta e hanno avuto giustamente un approccio prudente. Ora hanno potuto constatare con i loro occhi che l’asta, per alcuni prodotti, fa il prezzo ed è il mercato. I numeri lo confermano: da quando è stata avviata l’asta, in pratica da dicembre a marzo, il valore degli scambi è aumentato di quasi il 5%. Questo è un dato molto buono se si considera che la grandine di novembre ha ridotto la produzione di almeno il 20% e se, complessivamente, a causa della crisi economica, il valore complessivo degli scambi verso l’estero è diminuito dal 20 al 25%".
Asta, sinonimo di competitività anche in Europa. L'apertura delle frontiere con le varie comunità continentali ha sicuramente dilatato il "gap" per quanto riguarda la fase di commercializzazione del fiore, pensa che un'asta "tricolore" possa a breve, con la possibilità di usufruire di internet, rendersi competitiva su tutto il territorio e successivamente anche oltre confine?
"Come mercato noi dobbiamo il dovere di mettere a disposizione degli operatori, ossia della domanda e dell’offerta, tutte le soluzioni tecniche ed informatiche che possano favorirne l’incontro e possano accrescere i volumi di prodotto scambiato sulla piazza di Sanremo.
E’ evidente che bisogna tutelare il prodotto locale ma è necessario poter offrire tutto l’anno e in una vasta gamma di varietà quanto più prodotto possibile.
Le risposte sono tutte nelle strategie di gestione; se si pensa solo ad accrescere la commercializzazione “tout court” si mette in crisi la produzione locale. Se si pensa di avere un mercato solo per la produzione locale si mette in crisi il mercato. La soluzione sta come sempre nel mezzo, ossia nel giusto dosaggio dei due elementi. Se saremo in grado di far trovare il prodotto locale e non, con continuità e completezza della gamma, sicuramente il nostro mercato potrà diventare molto competitivo sul panorama europeo
".
Per quanto riguarda le strutture (telematiche) e un'eventuale piano futuro a che punto siete?"A un buon punto. Già entro la fine dell’estate sarà possibile mettere a disposizione degli operatori l’asta telematica e il deposito in remoto. Si tratta di due novità che permetteranno di estendere le occasioni di convogliare la domanda sul nostro mercato. Il prodotto di Sanremo, e in particolari momenti dell’anno anche non di Sanremo, potrà essere visto da molti più operatori di quelli attuali".
A breve il comune di Sanremo avrà una nuova giunta, e sono già in corso le varie candidature; senza entrare nello specifico di una parte politica o dell'altra, cosa le viene da dire, per quello che sarà il futuro di 20 mila addetti e 6.000 aziende impegnate quotidianamente nel comparto floricolo, a chi, candidandosi, prenderà l'impegno di un'intera città, che lavora prevalentemente con il settore?"Che è giunta l’ora di fare davvero le scelte che tutti i floricoltori chiedono per dare una mano al settore.
Basta con le proroghe, basta con le promesse. Adesso i floricoltori hanno bisogno di fatti concreti, quei fatti concreti che denunciamo da tempo:
-una convenzione certa ed equa
-investimenti sulla struttura mercato
-più risorse e più controllo sui programmi televisivi per la promozione del nostro fiore
".
Cambiamo argomento e spostiamoci direttamente sul plateatico del mercato dei fiori. Avete in mente nuove iniziative per quel che concerne la funzionalità dell'intero complesso?"Il plateatico deve essere utilizzato di più per essere pi vissuto dalla città e per liberare risorse da reinvestire sul mercato. In questo senso stiamo definendo gli ultimi contatti per ospitare nuovi eventi estivi. Già da quest’anno ci saranno delle novità".
Riapriamo una ferita che con molta probabilità non si è rimarginata: il Festival. Abbiamo avuto modo di registrare un suo, personalmente condiviso, disappunto per il non interesse da parte di nessuno, né in Rai, fra i conduttori e i funzionari, né nell'amministrazione pubblica nei confronti della promozione dei fiori al Festival della Canzone''. In un momento di crisi come quello attuale potremmo tranquillamente affermare che è stata un occasione persa; quale il rammarico più grande?"Altro che occasione persa. L’edizione che ha registrato i dati d’ascolto più alti degli ultimi anni ha totalmente cancellato i fiori dallo spettacolo. L’ho già detto in un’altra occasione: ormai non è più il Festival di Sanremo ma il Festival del teatro Ariston. Non ho mai visto nessuna trasmissione che porta il nome di un luogo o di una città essere così distante dal proprio nome. E’ una cosa incredibile. Ho ricevuto decine e decine di messaggi da tutta Italia che mi testimoniavano la loro contrarietà a questo modo di intendere la manifestazione.
Spero proprio che toccato il fondo, come quest’anno, si possa fare meglio nelle prossime edizioni
".
Chiudiamo con speranza. L'asta è partita, di giovani floricoltori ce ne bisogno per non far morire una risorsa che ha dato, e da, da mangiare a migliaia di famiglie; che consiglio le viene da dare a chi è già nel settore e a chi sta per avviare l'attività?
"I tempi sono certamente duri. Bisogna ammetterlo. Ma una vocazione economica importante di questa provincia è quella di produrre fiori da vendere in tutta l’Europa. Io non vedo tante altre opportunità per i giovani, non per tutti almeno. E allora bisogna investire in questo settore per dare ai giovani il sostegno di enti ed istituzioni pubbliche che possono mettere a disposizione, non solo contributi economici ma anche assistenza, formazione, conoscenza, innovazione, tutti elementi utili a migliorare reddito e condizioni di vita.
La cosa che mi fa particolarmente piacere è che tra i nuovi frequentatori del mercato, quelli che lavorano con l’asta ed il deposito, molti sono giovani.
Ecco questo è un bel segnale, un mercato sostenuto dai giovani che guarda al futuro
".

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