..."Rock won't eliminate your problems, but it will sort of let you dance all over them"
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giovedì 9 dicembre 2010

DENUNCE IGNORATE

Un audit di Telecom Italia finora mai emerso e che fin dal 2003 denunciava l'abuso della "procedura semplificata" per i pagamenti effettuati dalla Security. Sarebbe questo, secondo le prime indiscrezioni, uno dei punti salienti del "rapporto Deloitte", un compendio di tutte le anomalie avvenute sotto la gestione di Marco Tronchetti Provera.

mercoledì 28 luglio 2010

UNA LUCE CHE BUCA IL BUIO

La notizia, piaccia o non piaccia, è passata ancora una volta sottotraccia, come accade nell'estate 2006, quando la Penisola fu investita da due (?) scandali: Calciopoli, chiamata da quelli più esperti Farsopoli, e i dossier Telecom/Pirelli.
Oggi come ieri le notizie frammentarie sono sotto gli occhi di tutti, solo che pochi ci vedono e molti, o fanno finta di non vedere oppure sono all'oscuro di tutto, oscurati da quel modo tutto Made in Italy di non ricordare mai le cose.
Il 16 agosto di quella calda estate del 2006, Enzo Biaggi rilasciò un'intervista al Tirreno:

sabato 24 luglio 2010

RADAR

Nato per contrastare legalmente le frodi contrattuali, era poi stato utilizzato per le impreviste potenzialità di un suo difetto, e cioè il fatto che consentiva di conoscere il traffico telefonico di qualunque persona senza che rimanesse traccia di chi aveva interrogato il sistema. A Roma il pm Saviotti inizia dunque a procedere «contro ignoti» e finisce per chiedere al gip Aldo Morgigni l’archiviazione. Ma il gip la respinge perché non condivide l’impostazione «contro ignoti» e valuta, alla luce di quanto le indagini milanesi avevano via via evidenziato, che, se il sistema Radar aveva quelle caratteristiche, esse non potevano che rientrare in una responsabilità aziendale in ipotesi riportabile ai vertici societari. Così ordina al pm di formulare un’imputazione a carico di Tronchetti e Buora, nel contempo ravvisando un profilo di incompetenza territoriale.

domenica 4 luglio 2010

ANCORA

Dice, ancora, di avere avuto contatti con i dirigenti, quelli che dicono di non sapere nulla, e di aver ricevuto incarichi da Telecom e Pirelli, Emanuele Cipriani.

sabato 26 giugno 2010

QUANDO IL CASO SI RIAPRE

Due procuratori aggiunti, due dei magistrati che in questo momento guidano la procura di Milano: Alfredo Robledo, capo del pool che si occupa di reati contro la pubblica amministrazione, e il suo collega Edmondo Bruti Liberati, in procinto di insediarsi sulla poltrona di capo della Procura. È nelle loro mani la sorte dell’inchiesta-bis sul caso dei dossier illegali di Pirelli e di Telecom, aperta nei giorni scorsi. Con la sentenza che ha condannato - ma solo per una parte - delle accuse - l’ex capo della security Giuliano Tavaroli e gli altri imputati, il giudice preliminare Mariolina Panasiti ha rimandato tutti gli atti alla Procura perché torni a indagare. Nel mirino del giudice, i piani alti di Telecom all’epoca dei fatti: a partire da Marco Tronchetti Provera, allora presidente della compagnia telefonica e tuttora numero uno di Pirelli. Nelle motivazioni depositate, la Panasiti scrive senza mezzi termini che Tronchetti sapeva tutto. E che era nel suo interesse che agiva la struttura guidata da Tavaroli.

sabato 19 giugno 2010

DISTRUZIONI

Il mistero del dossier Como tiene viva l’attesa per gli sviluppi della vicenda Telecom, quasi quanto quella per la sentenza sul deferimento Menarini-Ceravolo che slitta a lunedì, dopo Italia-Nuova Zelanda, o per la vigilanza Juve annunciata da Andrea Agnelli anche ieri. E ieri è stato il primo giorno d’udienza per la distruzione sancita per legge dei dossier che hanno violato la privacy degli spiati: ebbene, però, le opposizioni in aula alla distruzione di file sono state massicce. Anche l’arbitro De Santis, attenzionato in «modo molto approfondito» ( Cipriani dixit) da Tavaroli dopo l’incontro a tre con Facchetti e Moratti, di cui il presidente nerazzurro non ebbe memoria nell’interrogatorio da Borrelli in Figc il 3 ottobre 2006, s’è opposto col suo avvocato Irma Conti alla distruzione del dossier Ladroni: sarà la pietra d’angolo per la richiesta di danni dell’ex arbitro. Una richiesta danni, quella di De Santis...

lunedì 14 giugno 2010

IMPROBABILITA'

La raccolta illegale di informazioni operata da ex-manager di Telecom Italia ha rappresentato "una gravissima intromissione nella vita privata delle persone" ed è improbabile che venisse effettuate all'insaputa dei vertici delle società.

domenica 6 giugno 2010

REALTA' TANGIBILI

Ai sorteggi arbitrali presenziavano, con compiti e ruoli ben definiti, notai e giornalisti: i primi, pubblici ufficiali con il compito di regolarizzare l'intera procedura; i secondi per garantirne l'esito, attraverso l'aiuto materiale.
Bene, né i primi né tanto meno i secondi sono mai stati sentiti dagli investigatori del colonnello Auricchio.
Un notaio, Antonio Ioli, è stato ascoltato nella deposizione di martedì scorso, deposizione che ha, per l'ennesima volta e dopo le sentenze stabilite dal Tribunale di Torino e dalla Corte d'Appello di Roma, fatto emergere che i sorteggi erano regolari. Nella prossima udienza, e questa volta chiamato a deporre dall'avvocato Silvia Morescanti, che difende l'ex designatore Paolo Bergamo, ci sarà un secondo notaio; che ribadisco per l'ennesima volta trattasi di pubblico ufficiale.
Martedì dovrebbe esserci anche Adriano Galliani, che ai tempi di Calciopoli-1 era presidente della Lega Calcio. Poi, in giugno ancora notai, giornalisti e forse anche Tavaroli, che sarà chiamato (come testimone, perché al processo di Milano ha patteggiato) per parlare del fronte Telecom, almeno la parte, consistente, che riguarda il mondo del calcio.

domenica 30 maggio 2010

PIU' CHE UN UOMO UN TRIPLETE

Pochi giorni fa ho scritto di Telecom, e anche Camillo ci fa sapere che un giudice di Milano ha stabilito che i dossier illegali Telecom (caso Tavaroli) – compresi quelli su mezza Serie A, calciatori, dirigenti e arbitri di calcio – non erano iniziative private di tre spioni fuori controllo, ma erano stati commissionati dal gruppo guidato da Marco Tronchetti Provera e Carlo Buora. Tronchetti è il secondo maggior azionista di una squadra di calcio, una a caso. Carlo Buora era il vicepresidente della medesima squadra di calcio, quella di proprietà di un membro del cda Telecom al momento di calciopoli. Non avete ancora capito di quale squadra sto parlando? Dài, è facile: è quella che è diventata campione d’Italia grazie all’azzeramento delle avversarie, con tanto di scudetto regalato e un qualche favore milionario, deciso da un plenipotenziario Federcalcio, ex presidente della Telecom ed ex membro del cda della stessa squadra profittatrice (più che un uomo, un triplete).

sabato 29 maggio 2010

NESSUNA APPROPRIAZIONE INDEBITA

Il giudice Panasiti ha deciso: non ci fu appropriazione indebita ai danni di Tronchetti nelle operazioni condotte dalla Security interna guidata da Giuliano Tavaroli
Viene prosciolto da tutte le accuse per il caso Telecom lo 007 Marco Mancini, numero uno del nostro controspionaggio. E contemporaneamente viene sancito che non era una scheggia impazzita, un gruppo di potere fuori controllo, a gestire il delicato ufficio Security di Telecom all'inizio degli anni Duemila. Questa mattina il giudice preliminare Mariolina Panasiti pronuncia la prima sentenza sul caso dei dossier illegati realizzati dalla Security di Telecom sotto la guida di Giuliano Tavaroli, l'ex carabiniere diventato uomo di fiducia di Marco Tronchetti Provera: ed è una sentenza che in pochi ma essenziali passaggi ribalta la linea d'accusa seguita dalla Procura della Repubblica. Secondo la Procura, dossieraggi e incursioni erano avenuti all'insaputa dei vertici dell'azienda, e con l'obiettivo non di garantirne la sicurezza ma di succhiarne risorse per milioni di euro. Per questo Tavaroli e l'investigatore privato Emanuele Cipriani erano accusati di appropriazione indebita ai danni di Telecom e Pirelli. E proprio questa è l'accusa che il giudice Panasiti spedisce nel cestino della carta straccia. I reati, dice in sostanza la sentenza, vennero effettivamente commessi: furono corrotti poliziotti e finanzieri per spiare l'anagrafe penale dei cittadini, vennero violati i computer delle aziende "nemiche". Ma questo avvenne nell'interesse di Telecom, e non contro di essa. Per questo il giudice restituisce gli atti dell'udienza alla Procura: perchè riprenda a indagare, e stavolta senza indulgenze verso i top manager dell'azienda.

martedì 25 maggio 2010

DECISIONI LECITE

E' attesa per venerdi' prossimo 28 maggio la decisione del gup di Milano Mariolina Panasiti in merito alle richieste di patteggiamento, di rinvio a giudizio e di processo con rito abbreviato nei confronti dei 36 imputati, tra cui l'ex capo della security di Pirelli e Telecom, Giuliano Tavaroli, l'investigatore privato Emanuele Cipriani, e il funzionario del Sismi Marco Mancini, sui dossier illeciti.

ROSSI DI VERGOGNA

Lo scudetto 2006 di Calciopoli, lo swap Ifilbanche, le frodi fiscali della Telecom Sparkle... Non c'è vicenda discussa, nell'olimpo della banca e finanza, in cui manchi da 30 anni il suo zampino. Ne ha viste e fatte più di Bertoldo, ma lui sopravvive alle tempeste, gli altri ci rimettono le penne. È Guido Rossi. Nemico di Enrico Cuccia, ha imparato l'arte da lui.
Nemico dei patti di sindacato, spesso questi si reggono però con le sue sottili interpretazioni, davanti alla Consob. Profeta della public company, ha visto il suo modello diventare in America moltiplicatore di bolle, grazie ai manager onnipotenti perché privi di azionisti capaci di controllarli.
Quando ci prova lui, come in Telecom, perde e passa la mano, pronto a sostenere in giudizio che Roberto Colaninno ha torto e Franco Bernabè ragione. Marco Tronchetti Provera molla il timone e a lui lascia la reggenza, convinto che si sarebbe opposto a Romano Prodi e avrebbe difeso l'intesa con Rupert Murdoch e Telefonica. Ma Rossi rilascia a Bernabè.

martedì 18 maggio 2010

LEGAMI

I denti stretti, le labbra sigillate, una maschera. Il viso imperscrutabile di Marco Tronchetti Provera, nei corridoi del Tribunale di Milano. Il testimone, l’ex presidente di Telecom, il numero uno di Pirelli. La domanda di una cronista: “Conosce Cipriani?”. Nessuna risposta. Emanuele Cipriani, l’uomo dei fascicoli segreti su dirigenti e politici. E poi Giuliano Tavaroli, ex brigadiere, ex responsabile della sicurezza Telecom. E ancora Fabio Ghioni, l’occhio furbo e informatico di Telecom. E infine Marco Mancini, l’ex numero due del controspionaggio italiano. Nomi e facce che ritornano nell’esemplare inchiesta di Sigfrido Ranucci per Report. Il Fatto quotidiano ha visto in anteprima la puntata: particolari inediti che corrono in parallelo con il processo di Milano, arrivato all’udienza preliminare, alle richieste di patteggiamento di Ghioni, Tavaroli e delle società Telecom e Pirelli. La telecamera fissa lo sguardo sfuggente di Cipriani: “Mi verrebbe da dirle, con le cautele che la situazione mi impone di avere, che ci dovevano essere altri responsabili in questo processo: altri indagati, o meglio imputati...”. Secondo l’accusa sono stati spiati oltre 4mila tra dirigenti interni, esterni e società concorrenti. Un’enciclopedia compilata tra il '97 e il 2005. Due parentesi tra l’era Tronchetti Provera che, nelle deposizioni, negò di conoscere Cipriani (almeno sino al 2005) e la sua società Polis D’Istinto. Francesco Caroleo Grimaldi, avvocato dell’investigatore privato, prova a costruire un ponte di collegamento tra la Polis e Tronchetti: “Noi abbiamo mostrato una fattura, emessa da Polis D’Istinto di circa 30 mila euro, a lui intestata e a lui personalmente diretta presso la sua abitazione privata, che si riferiva al servizio di scorta e di sicurezza organizzato da Cipriani in occasione del matrimonio della figlia a Portofino”.

martedì 30 marzo 2010

SEGRETI DI STATO

Dietro le porte chiuse dell’udienza preliminare per il caso Telecom, si apre uno spiraglio su una vicenda in teoria coperta dal segreto di Stato: i rapporti tra la compagnia telefonica e il mondo dei servizi segreti. E a sollevarlo è l’uomo che fino all’esplosione dello scandalo dei dossier illegali sedeva al vertice di Telecom: Marco Tronchetti Provera. Lambito dall’inchiesta, Tronchetti Provera è riuscito a mantenere lo status di semplice testimone. Ma ora, di fronte alle accuse dell’investigatore Emanuele Cipriani - secondo cui era perfettamente a conoscenza delle attività «coperte» dell'ufficio security diretto da Giuliano Tavaroli - Tronchetti è stato convocato per quattro volte a rispondere alle domande degli avvocati difensori: che quasi mai gli hanno riservato il «garbo istituzionale» che la Procura aveva dimostrato nei suoi confronti durante le indagini preliminari.

domenica 28 marzo 2010

IL GELO IN AULA

L'avvocato di Marco Tronchetti Provera, il professore Francesco Mucciarelli, avrebbe chiesto di mentire a Fabio Ghioni, nell'interesse della Telecom. L'accusa è stata mossa dallo stesso ex capo del "Tiger Team" (struttura di hacker informatici), davanti al giudice Mariolina Panasiti nell'udienza preliminare a porte chiuse per lo spionaggio illegale della Security Telecom, capitanata nel 2003-2005 da Giuliano Tavaroli.
Nell'aula è calato il gelo quando Ghioni ha raccontato della vicenda "Kroll", ovvero dell'incursione nel sistema telematico dell'agenzia di sicurezza di Telecom Brasile.

giovedì 25 marzo 2010

C'E' UN DOSSIER...

C`è un dossier da qualche giorno sulla scrivania dell`amministratore delegato di Telecom, Franco Bernabè, dietro la decisione di rinviare l`approvazione dei conti 2009. Un faldone di documenti che la Deloitte insieme al nuovo amministratore delegato di Telecom Sparkle, Andrea Mangoni, ex numero uno di Acea, ha raccolto su mandato dell`azionista all`indomani dell`inchiesta della procura di Roma.
La Deloitte ha acquisito copia della documentazione in mano ai magistrati e scavato a fondo nella sede di corso Italia a Roma anche su tutta la corrispondenza fra il management della controllata e la società madre.
Il compito della struttura di legai account di Deloitte è stato puramente investigativo per offrire all`azionista documenti e analisi sul rapporto fra controllata e controllori che hanno portato ai numerosi arresti (da Gennaro Mokbel a Silvio Scaglia fino all`ex amministratore delegato di Telecom Sparkle, Stefano Mazzitelli).
Secondo fonti interne al gruppo, il fascicolo per ora provvisorio fornirebbe all`azionista elementi anche seri sulla conoscenza a livello apicale di tutto il business operato dalla controllata nel periodo 2003-2007.

venerdì 5 marzo 2010

TELECOM ITALIA, FASTWEB E L'INDAGINE BOMBA

L’indagine che ha investito Telecom Italia attrraverso la sua controllata Sparkle e Fastweb ha avuto l’effetto di una bomba dirompente. Su di essa, dopo giorni di riflessione ho maturato un pensiero strutturato. Diverso da quello che si limita all’indignazione. Molto diverso. Non so quanti saranno d’accordo con me, ma questo blog è per discutere apertamente. Si colpisce duramente il concorrente dell’incumbent, rispetto alle attenzioni riservate a quest’ultimo. Si azzera l’agenda che era sul tavolo d amesi. Si aiuta il manager di TI rispetto alle richieste dei suoi soci, e alla mancanza di strategia che sin qui ha contraddistinto la sua gestione. Voi direte: nulla di ciò deve interessare ai magistrati. Siete sicuri, che nulla di ciò interessi davvero? Io no. Proprio no.
I dati di fatto che constavano al sottoscritto per il dossier Telefonica-Telecom Italia (d’ora in poi TI) erano i seguenti, fino a metà febbraio.

venerdì 12 febbraio 2010

CIPRIANI CITA TRONCHETTI

Su Libero scrivono che Emanuele Cipriani, nell'ambito dell'udienza preliminare sulla raccolta illegale di informazioni riservate da parte di Telecom Italia, ha accusato l'ex presidente della compagnia telefonica, Marco Tronchetti Provera.
Il presidente di Pirelli ha dato mandato ai suoi legali di avviare nei confronti di Emanuele Cipriani azioni legali in ogni sede, civile e penale, a tutela della reputazione sua e dei suoi familiari.
L'avvocato Francesco Caroleo Grimaldi, difensore dell'investigatore, ha commentato: "Riteniamo che questa iniziativa sia assolutamente corretta in quanto le circostanze lette in aula da Cipriani, se provate, costituiranno certamente motivo di indagine". Il gup ha poi accolto la richiesta del legale, convocando Tronchetti Provera come testimone nell'ambito dell'udienza preliminare il 26 febbraio.
vedremo...

lunedì 1 febbraio 2010

TELECOM-PIRELLI

La Procura di Milano ha accettato la richiesta delle due aziende di patteggiare l'accusa di corruzione per il dossieraggio illecito. Lo rivela questa mattina il Corriere della Sera, sostenendo che il consenso all'accordo è già stato depositato
Fascicoli illegali, 36 persone indagate. Sono questi i temini dell'indagine partita lo scorso marzo e che interessa Telecom e Pirelli. Le due aziende accusate di corruzione escono oggi definitivamente dall'udeinza prelimeniare senza aver ammesso alcuna responsabilità.
Secondo quando riferito dal Corriere della Sera, infatti, Telecom e Pirelli avrebbero chiesto di patteggiare l'accusa di corruzione e la Procura di Milano avrebbe accettato.
L'usciota di scena di Telecom e Pirelli costerà alle due aziende 7 milioni e mezzo di euro. Questa la cifra stabilita dalla Procura di Milano.